AMBIENTE: Milano, “Biutiful cauntri” all’ombra della Madonnina

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"Biutiful cauntri" alla milanese, con tanto di discarica abusiva adibita a centro raccolta rifiuti tossici, ovviamente rigorosamente priva di autorizzazioni. E’ questa la sintesi dell’operazione effettuata oggi dalla Guardia di Finanza (GdF) del Comando Provinciale di Milano, che ha sequestrato un’area di oltre 30mila metri quadri ad Assago (Milano) adibita a discarica abusiva, vicino a campi agricoli e non distante da una casa di riposo per anziani. Il sito posto sotto sequestro era utilizzato come centro di raccolta di rifiuti pericolosi e speciali, privo di autorizzazione. Gli uomini della GdF hanno potuto recensire ogni sorta di rifiuto tossico-nocivo: eternit (a base di amianto), cataste di pneumatici, batterie per auto, vecchi frigoriferi, rimorchi, carcasse di auto, materiale edilizio e rifiuti solidi urbani.

La Procura di Milano sta coordinando le indagini per accertare le responsabilità dei gestori dell’area – che dalle prime ipotesi sarebbero tre, tra cui lo stesso Comune di Assago – e ha disposto il sequestro del sito, più ulteriori analisi tecniche per stabilire l’entità del possibile danno ambientale. L’operazione dei militari si è svolta in una Milano semi-deserta per le festività del Primo maggio. "L’area – ha spiegato il tenente colonnello Fabrizio Rella, responsabile dell’Ufficio Operazioni del Comando Provinciale di Milano – non è visibile dalla strada e per questo forse, è passata a lungo inosservata. Ma noi, passando in auto molte volte, abbiamo avuto qualche sospetto, poi confermato da controlli e riprese fotografiche effettuate in elicottero».

Venerdì pomeriggio scorso è quindi scattata l’operazione dei militari della GdF. «Con le analisi dei rifiuti si cercherà di risalire a chi li ha buttati, stabilire da quanto tempo si trovano qui e anche quanti possano essere ancora interrati, perché il sospetto è che sottoterra ce ne possano essere molti di più». Al sindaco di Assago, Domenico Raimondo, è arrivata oggi la notifica di sequestro dell’area. In un’intervista rilasciata a un’emittente locale il sindaco di ha dichiarato che il sequestro ha colto di sorpresa la Giunta cittadina. Ma nonostante la presenza di amianto e batterie d’auto, il sindaco ha invitato la stampa a non fare allarmismi e ha dichiarato di attendere fiducioso il risultato di ulteriori analisi tecniche per stabilire l’entità del possibile pregiudizio ambientale.

Ma al di là della stretta cronaca, è interessante fare il punto su qual è la situazione dei rifiuti urbani e speciali in Lombardia, regione che produce 503 chili di spazzatura per abitante e vanta un tasso di raccolta differenziata al 42%. A inizio anno, sono state approvate infatti dalla Giunta Regionale le Linee Guida per la revisione dei Piani Provinciali di Gestione dei Rifiuti Urbani e Speciali e per la localizzazione degli impianti. "Le Province elaborano, con il concorso dei Comuni, i Piani Provinciali di Gestione dei Rifiuti Urbani e Speciali, secondo Logiche di Autosufficienza Territoriale, in merito allo smaltimento e recupero dei rifiuti urbani", si legge sul sito dell’Osservatorio Servizi di Pubblica utilità della Regione Lombardia (ORS).

Con delibera 8/6581 del 1 febbraio 2008, la Giunta Regionale ha fornito ulteriori indirizzi e criteri per individuare nuovi impianti di recupero e smaltimento dei rifiuti. In base alle linee Guida, le Province devono anche individuare le aree non idonee alla localizzazione degli impianti di recupero e allo smaltimento dei rifiuti. "E’ data particolare attenzione alle procedure per la salvaguardia ambientale. Infatti, nei piani si devono prevedere il recupero e lo smaltimento dei rifiuti senza pericolo per la salute dell’uomo e dell’ambiente e in particolare senza determinare rischi per l’acqua, l’aria e il suolo, senza causare inconvenienti da rumori o odori, senza danneggiare il paesaggio e i siti di particolare interesse tutelati in base alla normativa in vigore", spiegano gli esperti dell’ORS.

Le linee guida stabiliscono, inoltre, che la localizzazione delle infrastrutture per la gestione dei rifiuti deve rispondere a particolari condizioni, quali la buona accettazione da parte dei cittadini, un buon impatto ambientale nel medio e lungo periodo e l’osservanza dei limiti di sicurezza imposti dalla normativa (distanze minime dai centri abitati, delle funzioni minime). In tal senso, nell’individuare i luoghi di gestione e smaltimento rifiuti è anche necessario infine, secondo gli esperti dell’ORS, concorrere alla ricomposizione del paesaggio, contribuire alla valorizzazione degli aspetti bionaturalistici e garantire spazi di emergenza e di sicurezza.

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