Seabin (Fonte: Coop per l'ambiente)

Seabin (Fonte: Coop per l'ambiente)

Torna per il secondo anno consecutivo la campagna di Coop per l’ambienteUn mare di idee per le nostre acque”. Da Portopiccolo Sistiana, vicino Trieste, parte un viaggio di responsabilità ecologica che, in partnership con LifeGate, consentirà nel corso dei prossimi mesi il collocamento di 34 Seabin (i cestini “mangiarifiuti”) in varie località d’Italia (includendo i mari ma anche fiumi e laghi). La campagna si concluderà a Trieste.

Un mare di idee, la campagna 2021

Come spiegato da Coop e LifeGate, il Seabin è un vero e proprio cestino che, galleggiando a pelo d’acqua, ‘cattura’ i rifiuti che incontra, dai più grandi fino alle microplastiche, mentre una piccola pompa espelle l’acqua filtrata.

Obiettivo dell’iniziativa è quello di recuperare complessivamente, grazie anche ai 12 Seabin già posizionati nel 2020, 23 tonnellate di rifiuti in un anno, incluse plastiche e microplastiche, pari al peso di circa 1.500.000 bottiglie.

Tra i nuovi compagni di questo nuovo viaggio troviamo la barca a vela “Anywave”, che ha istituito a bordo la figura del “RECO”, Responsabile ecologico, e stilato un Decalogo di comportamenti da cui non derogare sia in navigazione che nelle fasi di attracco nei porti.

La barca toccherà alcune delle tappe dove via via saranno posizionati i Seabin (in particolare Livorno, Sanremo, Brindisi, Portofino, Ancona, Trieste, Venezia) e avrà una funzione di supporto educational aprendosi alle visite di soci, consumatori, scuole.

“Nel Decalogo – spiega Alberto Leghissa co armatore, skipper  di Anywave – ci sono regole semplici apparentemente elementari ma che, se applicate, fanno la differenza, come il navigare il più possibile a vela, usare prodotti per la pulizia biodegradabili al 100%, non usare stoviglie monouso, avvisare le autorità in caso di avvistamento di plastiche voluminose”.

 

Decalogo ecologico (Fonte: Anywave)
Decalogo ecologico (Fonte: Anywave)

 

Come funziona il Seabin?

Il Seabin è in grado di lavorare 24 ore su 24, sette giorni su sette, pompa fino a 25.000 litri d’acqua all’ora e necessita di interventi di svuotamento e pulizia.

In base ai precedenti casi – spiegano Coop e LifeGate – normalmente un Seabin raccoglie per il 70% rifiuti composti da materiali dannosi per l’ambiente come plastica, microplastiche, materiali metallici (latte, lattine), mozziconi di sigarette, materiali assorbenti igienici e cotton fioc; un 20% di massa organica umida contaminata (legno, foglie, rami, pezzi di legno e alghe) – rispetto alla quale nei Seabin già posizionati si notano diversi frammenti di plastica e polistirolo rimasti intrappolati, soprattutto nel materiale algale – e un 10% di massa organica umida non contaminata.

Per quanto riguarda i rifiuti plastici facilmente identificabili, sono stati rilevati soprattutto: bottiglie, imballaggi alimentari, bicchieri, tappi, sacchetti, cannucce e cucchiaini.

Scrive per noi

Francesca Marras
Francesca Marras
Mi sono laureata in Scienze Internazionali con una tesi sulle politiche del lavoro e la questione sindacale in Cina, a conclusione di un percorso di studi che ho scelto spinta dal mio forte interesse per i diritti umani e per le tematiche sociali. Mi sono avvicinata al mondo consumerista e della tutela del cittadino nel 2015 grazie al Servizio Civile. Ho avuto così modo di occuparmi di argomenti diversi, dall'ambiente alla cybersecurity e tutto ciò che riguarda i diritti del consumatore. Coltivo da anni la passione per i media e il giornalismo e mi piace tenermi sempre aggiornata sui nuovi mezzi di comunicazione. Una parte della mia vita, professionale e non, è dedicata al teatro e al cinema.

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