AMBIENTE. Acqua, per l’agricoltura mediterranea sarà sempre più emergenza

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Da un incontro promosso dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori emergono dati molto preoccupanti sulle risorse idriche e sulla loro gestione, in previsione della prossima apertura, nel 2010, dell’area Euromediterranea del libero scambio. Il presidente della Confederazione Italiana Agricoltori, Giuseppe Politi afferma: "Attenzione a sottovalutare il problema. Senza acqua non può esistere un’agricoltura di qualità".

"Le ripetute carenze idriche che hanno colpito l’agricoltura negli ultimi anni, da nord a sud – continua il presidente della Cia – dimostrano che ci troviamo di fronte ad una carenza strutturale. Oltretutto, c’è da registrare che oggi l’intero apparato irriguo, in particolare nel Mezzogiorno, mostra gravissime distorsioni e disfunzioni. Basti pensare alle copiose perdite d’acqua che avvengono nelle condotte di adduzione e di distribuzione".

Un interessante meeting che ha ospitato, tra gli altri, gli interventi di Alessandro Salvatori e Carmelo Guerrieri della presidenza nazionale della Cia, del vicepresidente dell’Anbi Domenico Falcone e di Domenico Mastrogiovanni, Responsabile dell’Ufficio Sviluppo locale e federalismo della Cia, oltre a rappresentanti del mondo accademico e delle Istituzioni. "Di fatto – ha rilevato Politi- il sistema idrico italiano (è proprio il caso di dirlo) – "fa acqua" da tutte le parti.

Nonostante le forti somme investite in questi anni nelle infrastrutture idriche, sono state costruite opere che non si sono poi rivelate redditizie, specie dal punto di vista costi-benefici. Per migliorare sensibilmente la situazione occorre un investimento importante di circa 10 miliardi di euro. Somma necessaria per nuove opere e per ammodernare tutto il sistema di raccolta e di distribuzione delle acque.

"La gestione strategica delle risorse idriche – ha detto Politi – rappresenta un elemento irrinunciabile che rischia di limitare o impedire lo sviluppo delle regioni del mezzogiorno, regioni che entreranno a far parte nel 2010 dell’area di libero scambio Euro-Mediterrraneo"

Le cinque proposte degli agricoltori:

  • superare i ritardi nella implementazione della direttiva quadro sulle acqua, che hanno portato la Commissione ad aprire una procedura d’infrazione contro l’Italia davanti alla Corte di Giustizia.
  • completare le opere di raccolta e di adduzione già in parte realizzate;
  • ammodernare i sistemi irrigui per ottenere un uso controllato dell’acqua;
  • sperimentare la riutilizzazione delle acque reflue,facilitando gli usi plurimi delle acque irrigue e di bonifica;
  • attuare il piano nazionale per la lotta alla siccità ed alla desertificazione e rilanciare lo strumento della concertazione come previsto dal "Nuovo patto con la società", per il pieno coinvolgimento del partenariato economico e sociale ed una piena valorizzazione del ruolo multifunzionale dell’agricoltura.

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