AMBIENTE. CdM approva normativa per smaltire e riciclare i rifiuti tecnologici

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E’ stato varato definitivamente dal Consiglio dei ministri il decreto legislativo che recepisce tre direttive Ue in materia di "rifiuti high tech" finalizzata a regolamentare, tramite la raccolta differenziata, lo smaltimento di rifiuti quali: condizionatori, computer, apparecchi radio e tv, telefonini ed anche i tubi al neon e i trenini elettrici, ovvero tutti i rifiuti elettrici ed elettronici sempre più numerosi nelle case degli italiani.

”Sono molto soddisfatto – ha dichiarato Matteoli – perché con l’approvazione del decreto sui rifiuti delle apparecchiature elettriche ed elettroniche l’Italia ha recepito tutte le direttive comunitarie in materia di rifiuti. Quando sono arrivato al ministero non erano operative molte norme che riguardano la maggior parte dei rifiuti prodotti sul territorio nazionale e questo metteva a rischio l’ ambiente e la salute dei cittadini”.

Il nuovo decreto si rivolge proprio ai cittadini che comprano e utilizzano tecnologia eliminando ogni complicazione al momento in cui se disfano per acquistarne uno nuovo, e vietando la presenza di sostanze dannose per la salute e per l’ambiente.

Le tre direttive che vengono recepite insieme si basano su due cardini: il bando delle sostanze pericolose e la responsabilità estesa del produttore. Il primo punto proibisce l’impiego di mercurio, cadmio, cromo esavalente e alcuni ritardanti di fiamma. Il vero cardine della direttiva, secondo quanto ha riferito il ministro, è però quello relativo alla responsabilità: si basa sul principio che, se il produttore è tenuto a sobbarcarsi i costi del trattamento del prodotto quando questo diventa rifiuto, cercherà di produrre apparecchiature sempre più ”pulite”, al fine di contenere i costi a suo carico.

Nello stesso tempo il decreto stabilisce l’obbligo, da parte del distributore, di ritirare gratuitamente la vecchia apparecchiatura al momento della consegna di una nuova: questo meccanismo, oltre a ridurre drasticamente i rifiuti abbandonati, contribuira’ ad aumentare rapidamente la quantità raccolta, dato che il cittadino non avrà alcun interesse a non riconsegnare l’apparecchiatura usata.

Inoltre, il nuovo decreto precvede la realizzazione da parte del servizio pubblico di aree attrezzate per la raccolta dei rifiuti high tech. Gli impianti di trattamento dovranno raggiungere obiettivi di riciclaggio e recupero differenziati a secondo delle categorie di prodotto, e dovranno seguire norme tecniche che garantiscano l’ambiente.

A partire dal 2002, secondo quanto si apprende nella nota del ministero, le norme sui rifiuti che hanno trovato applicazione sono le regole per le discariche, per l’ incenerimento dei rifiuti, per i rifiuti sanitari, i veicoli a fine vita, i rifiuti delle navi e, dopo oltre 12 anni, sono state redatte le regole per lo smaltimento e il recupero di una sostanza pericolosa come l’amianto.

Inoltre un forte impulso al riciclaggio e al recupero è stato dato da due decreti: quello che obbliga le pubbliche amministrazioni e le società prevalente capitale pubblico ad acquistare almeno il 30% di manufatti e beni realizzati con materiale riciclato, e quello sul recupero con procedure semplificate dei rifiuti pericolosi.

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