AMBIENTE. Direttiva qualità dell’aria, Legambiente: “Riparato il danno dell’Europarlamento”

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"Per una volta il Consiglio dei ministri Ue si è dimostrato più lungimirante e sensibile dell’Europarlamento". È di Roberto Della Seta, presidente di Legambiente, il commento sulle nuove modifiche apportate stamane dal Consiglio dei ministri Ue all’Ambiente agli emendamenti per la revisione della direttiva (1999/30) sulla qualità dell’aria.Secondo le nuove linee guida, infatti, si torna a una conferma dell’approccio generale concordato nel Consiglio dello scorso 27 giugno: deroghe sino a 3 anni (invece dei 6 proposti dall’Europarlamento) e il mantenimento degli attuali 35 giorni (invece dei 55) di sforamento alle concentrazioni di PM10.

"Positivo dunque che abbiano mitigato le modifiche negative introdotte dall’Europarlamento, – continua Della Seta – resta però l’amaro in bocca, perché è definitivamente tradito il limite massimo del 2010 come l’anno dell’aria pulita per tutti, mentre già oggi i limiti contrastano fortemente con quelle che sono le indicazioni dell’Oms (soprattutto per quello che riguarda le polveri ultra sottili e cioè il PM2,5). Se non altro, siamo convinti che non ci sarà più alcuna giustificazione per i governi nazionali che si devono adeguare alla normativa. Ci auguriamo che in seconda lettura non si ripetano colpi di mano da parte dell’Europarlamento".

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