AMBIENTE. L’inquinamento preoccupa gli italiani. E il solare è la sfida del futuro
Gli italiani sono preoccupati dall’inquinamento e dall’effetto serra. Il 64,8% di loro ritiene che sia urgente un intervento sul problema delle alterazioni climatiche e dell’effetto serra. Nove su dieci si dichiarano disposti a collaborare e ad attuare comportamenti quotidiani responsabili, dalla raccolta differenziata a uno stile di consumo critico, dall’uso di lampadine ad alta efficienza all’uso di mezzi pubblici. Il 71% è favorevole ad adottare criteri ambientali per il riscaldamento della casa, l’energia, l’abbigliamento e gli elettrodomestici. Ma solo tre italiani su dieci sono favorevoli a interventi sanzionatori. È quanto è emerso oggi nel corso del Forum "Qualenergia?", una giornata dedicata ai problemi energetici. A rivelarlo è la ricerca "Effetto ambiente: come cambia il nostro stile di vita", realizzata da Lorien Consulting in collaborazione con la rivista "La nuova ecologia". La giornata si è conclusa con una tavola rotonda alla quale hanno partecipato fra gli altri il Ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, il Direttore generale di Confindustria Maurizio Beretta, il Segretario generale di Coldiretti Franco Pasquali e rappresentanti del WWF, di Greenpeace e di Legambiente.
I problemi dell’ambiente sono fra i primi posti per gli italiani: dopo la disoccupazione preoccupa infatti l’inquinamento. E preoccupa anche l’effetto serra. "Tre cittadini su quattro – spiega la ricerca – ritengono fondamentale il rispetto della normativa vigente ai fini della tutela climatico-ambientale". Secondo la ricerca, la metà degli italiani ritiene di avere un livello di conoscenza elevato dei problemi climatico-ambientali. Il 20% invece ammette una conoscenza limitata. "I cittadini si dichiarano disposti ad attuare una serie di interventi utili a limitare la problematica ambientale: adesione plebiscitaria (9 su 10) per comportamenti quotidiani, alta anche la disponibilità ad intervenire sui beni durevoli (più del 70% dei cittadini), più perplessità invece verso gli interventi sanzionatori (in accordo solo 3 italiani su 10). La progressiva diminuzione delle risorse idriche – spiega la ricerca – è un’emergenza diffusamente percepita (93% degli italiani), causata, secondo 7 cittadini su 10, da fattori legati all’uomo (isolati, prevalentemente, o in azione congiunta con quelli naturali). Alta è la disponibilità per l’adozione di pratiche quotidiane volte a ridurre gli sprechi d’acqua, in modo particolare nel limitarne l’uso per il funzionamento degli elettrodomestici e per le faccende di casa".
Alla tavola rotonda conclusiva del forum ha partecipato il ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio: "Quest’anno abbiamo dato una svolta al settore dell’energia, con il Conto Energia e con la riforma degli incentivi. Vogliamo collaborare con la parte dell’imprenditoria che invece di chiedere soldi lavora per collaborare". "Forse – ha aggiunto – il ministro dell’Ambiente farà il ministro della nuova economia". Pecoraro Scanio ha ricordato che c’è "un’enorme possibilità di creare imprese e dare lavoro" collegandosi al settore delle fonti rinnovabili. "Dobbiamo svoltare – ha detto – sulle nuove tecnologie". Per il ministro dunque il "mix di energia rinnovabile deve essere il futuro del sistema energetico. In Giappone il solare è competitivo, senza l’intervento dello Stato, con le altri fondi di energia". La produzione di energia dal sole rappresenterà dunque la sfida del futuro anche per l’industria. E in tema di biocarburanti, ha ricordato, è necessario che siano "biocarburanti sostenibili".
