AMBIENTE. Mare italiano, balneabilità al 96%

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Qual è lo stato del mare e delle coste italiane? Sono balneabili quasi 5 mila chilometri di costa, pari a una percentuale del 96%, mentre 224 km sono off limits e interdetti alla balneazione perché inquinati. I numeri precisi indicano che "dei 5175 chilometri di costa sottoposti a controllo, sui 7375 chilometri di costa italiana, ben 4969 chilometri di costa sono balneabili, pari ad una percentuale del 96%. I restanti 2190 chilometri non sono considerati balneabili in quanto non accessibili al monitoraggio o perché porti o foci di fiumi. Della costa controllata soltanto un chilometro non è stato sufficientemente campionato, mentre per tutti gli altri abbiamo trovato 4969 chilometri di costa balneabile, vale a dire 9,1 km in meno rispetto allo scorso anno e 224,3 chilometri interdetti temporaneamente alla balneazione perché inquinati". Sono i risultati del Rapporto sulle acque di balneazione, presentato dal Ministero della Salute e costruito sui risultati delle analisi delle acque ottenuti nella stagione precedente e prodotti dalle Agenzie Regionali per l’Ambiente.

Fra le province analizzate, la maglia nera va a Caserta dove solo il 34% della costa risulta balneabile. Nel dettaglio, la distribuzione per province evidenzia che in 27 province costiere controllate il 100% della costa è balneabile;in 35 province la balneabilità è superiore alla media nazionale del 96%. Soltanto in 5 province la media è inferiore al 90%, pari a circa 106,7 chilometri di costa inquinata; di questi 28,7 sono in provincia di Caserta. Le cinque province sono Roma (balneabilità all’86%), Napoli (80%), Cosenza (89%), Rovigo (75%) e appunto Caserta (34%).

Il rapporto si sofferma anche sul confronto con gli altri paesi europei: l’Italia è lo stato col maggior numero di spiagge e con 4921 siti di balneazione, pari al 35,8% di tutte le coste balneabili europee, ed è seguita solo da Francia, Spagna e Grecia.

Per quanto riguarda la difformità che spesso emerge fra le diverse valutazioni, il Ministero rivendica che l’Italia controlla tutta la costa e non solo i siti adibiti alla balneazione. E puntualizza: "I siti balneabili italiani sono i più controllati d’Europa perché di fatto il nostro Paese ha, da oltre venti anni, adottato i criteri più restrittivi della direttiva europea che ha finora disciplinato il settore, tanto che il 90,8% dei suoi siti balneari è conforme ai valori guida dei parametri microbiologici contro la media dell’89% d’Europa. Se invece consideriamo i valori obbligatori, meno restrittivi dei valori guida, l’Italia ha una copertura del 92,2% contro una media europea del 95,6%: quest’apparente discrasia è pienamente spiegata dall’evidenza che il nostro Paese esercita un numero di controlli per chilometri di costa superiore a quello di tutti gli altri paesi europei: infatti il nostro Paese controlla tutta la costa, e non soltanto i siti adibiti alla balneazione come fa la maggior parte degli altri Stati europei".

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