ANIA chiede agenzia contro frodi: frequenza sinistri all’8,6%

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C’è un divario significativo fra lo sviluppo assicurativo italiano e quello delle principali realtà europee: le imprese e le famiglie italiane si assicurano meno rispetto a quanto avviene in altri paesi. In Italia la frequenza dei sinistri r.c. auto è pari all’8,6%. Ogni anno vengono denunciati alle imprese di assicurazione oltre tre milioni e mezzo di incidenti e di questi oltre 700.000 sono sinistri che hanno causato danni fisici. Le somme pagate dalle imprese a fronte dei sinistri raggiungono quasi i 15 miliardi di euro. Sono alcuni dei dati resi noti oggi nel corso dell’Assemblea annuale dell’ANIA (Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici) nella relazione del Presidente Fabio Cerchiai.

Per quanto riguarda lo sviluppo assicurativo Cerchiai ha sottolineato che rimane "un divario significativo nello sviluppo assicurativo fra il nostro Paese e le maggiori realtà europee". "Le imprese e le famiglie si assicurano da noi meno di quanto avviene negli altri grandi paesi. Escludendo dal confronto la r.c. auto, che è ovunque obbligatoria, l’incidenza sul PIL dei premi danni è pari a poco più dell’1,3%, un valore di gran lunga inferiore a quello degli altri grandi paesi europei (Spagna: 2,0%, Francia: 2,6%, Germania: 4,3%, Regno Unito: 5,3%)". Secondo l’ANIA il divario assicurativo rappresenta dunque "un elemento di debolezza, un sintomo di una maggiore vulnerabilità delle nostre famiglie, un limite alla capacità di competere del nostro sistema produttivo". "È giusto considerare il costo dell’assicurazione, ma occorre essere consapevoli dei costi economici e sociali della non-assicurazione". In Italia la frequenza dei sinistri r.c. auto si è ridotta nell’ultimo decennio ma è pari all’8,6%, quasi il doppio che in Francia dove è al 4,8%. "Da tempo – ha detto Cerchiai – abbiamo proposto che si costituisca un’agenzia pubblica per il contrasto delle frodi; un’agenzia finanziata dal settore assicurativo. Non comprendiamo perché non sia stato già fatto. Ci auguriamo che il Governo voglia provvedere rapidamente. Le esigenze di tutela della privacy vanno garantite, ma occorre anche costruire, come in altri paesi, nuove banche dati antifrode e rendere utilizzabili quelle esistenti".

ASSICURAZIONE R.C. AUTO. Ogni anno in Italia vengono denunciati alle imprese di assicurazione oltre tre milioni e mezzo di incidenti; di questi, oltre 700.000 hanno causato danni fisici e le somme pagate dalle imprese a fronte dei sinistri accaduti raggiungono quasi i 15 miliardi di euro. "I dati dell’ISTAT – ha detto Cerchiai – evidenziano che negli ultimi tre anni, da giugno 2003 a maggio 2006, l’aumento delle tariffe r.c. auto è stato complessivamente pari al 4,4%, mentre i prezzi al consumo sono aumentati del 6,5%". Nel 2005 la spesa media per veicolo è diminuita dell’1,5%. "In base ai preventivi disponibili via Internet, non si riscontrano differenze sistematiche nei livelli tariffari tra macroaree del Paese – ha detto il presidente dell’ANIA – Tra le città capoluogo di regione, Campobasso, Aosta, Potenza e L’Aquila hanno mediamente le tariffe più basse; Napoli, Bologna e Firenze quelle più alte. A Milano, Bari, Torino e Palermo si riscontrano valori molto simili tra di loro e vicini alla media nazionale".

Gli utenti alla ricerca dell’offerta più conveniente possono risparmiare fra il 10% e il 15%. E se il costo della r.c. auto è percepito come elevato, "il contenimento dei premi non può che derivare da una riduzione del costo medio dei sinistri e dalla loro frequenza di accadimento". Lo scorso anno il costo medio dei sinistri ha raggiunto i 4100 euro, il valore più elevato d’Europa. "Il risarcimento diretto, nell’interesse prioritario degli assicurati, deve avere come primo obiettivo l’eliminazione dei costi impropri che gravano sulla liquidazione dei sinistri; tra questi, le spese legali o di assistenza infortunistica, non giustificate quando i sinistri vengono liquidati nei termini di legge e in assenza di contenzioso". Di conseguenza "vanno salvaguardate le clausole contrattuali, oggi molto diffuse, che consentono di ridurre il costo della copertura per i consumatori: franchigia, rivalsa, diritto del responsabile di rimborsare il danno al fine di evitare l’applicazione del meccanismo del malus". "Le regole di risarcimento – ha detto il Presidente dell’ANIA – devono essere semplici, trasparenti, coerenti con i principi della concorrenza, con le disposizioni di vigilanza prudenziale, con i diritti degli assicurati".

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