Antitrust annuncia indagine su costi conti correnti
L’Antitrust ha annunciato un’indagine sui costi dei servizi bancari. "Vogliamo fare grande chiarezza su un settore che ne ha grande bisogno e acquisire dati certi anche sui costi dei conti correnti" ha spiegato in un’intervista Antonio Catricalà, presidente dell’Autorità garante per la concorrenza e il mercato, ricordando che "si va dai 30 euro dichiarati dall’Abi fino ai 200 denunciati dai consumatori". Anche sui trasferimenti e la chiusura dei conti l’Antitrust vuole vederci chiaro, visto che si parla di spese che ammontano "a 100 euro, quando le banche ne dichiarano 35/40".
A giudizio di Catricalà, infatti, "i costi dei trasferimenti devono essere stabiliti prima, immutabili ed equi, e anche i tempi dei trasferimenti devono essere ridotti". Del resto, ha sottolineato, anche in una fase economica debole "le banche stanno andando benissimo, con profitti enormi e diventano così bocconi appetibili: quindi è opportuno che si potenzino, ma anche che diano un servizio ai cittadini il più trasparente possibile". Quanto al passato, quando la vigilanza sulla concorrenza era in capo alla Banca d’Italia, Catricalà ha affermato di non voler dare giudizi, ma osserva che la preoccupazione per la stabilità del sistema ha messo "in secondo piano" quella per la competizione all’interno del settore. Però, ha concluso, "se la stabilità è una priorità per il sistema bancario, l’efficienza dipende dalla concorrenza e la concorrenza può prevedere anche il fallimento".
Il Movimento Difesa del Cittadino (MDC) accoglie positivamente la decisione dell’Antitrust: "Ci auguriamo che l’Autorità coinvolga le associazioni dei consumatori durante questo percorso, che mira a fare finalmente chiarezza nel marasma dei costi dei conti correnti bancari" ha affermato Antonio Longo, presidente del Movimento Difesa del Cittadino (MDC).
"L’indagine sui costi dei servizi bancari è quanto mai urgente in questo periodo, continua l’assoicazione: il risparmiatore riceve spesso dalle banche un servizio poco trasparente, soprattutto se prendiamo in considerazione i costi di gestione e di chiusura dei conti correnti e quelli legati al trasferimento titoli, che hanno raggiunto livelli eccessivi".
Anche per il Codacons: "Una notizia positiva, ma non basta", sottolinea, Carlo Rienzi, Presidente dell’associazione. "Le Procure della Repubblica di tutta Italia dovrebbero attivarsi ed indagare per l’ipotesi di aggiotaggio, al fine di accertare eventuali accordi tra le banche tesi a speculare sui costi dei servizi a carico di clienti e correntisti, servizi che – conclude Rienzi – in Italia risultano essere i più costosi del mondo".
Stesso commento è stato espresso dall’Adusbef. L’associazione ritiene, infatti, che «l’unica nota positiva» della legge sul risparmio è rappresentata «dall’estensione all’Antitrust delle competenze sulla concorrenza bancaria, seppur in regime condominiale con la Banca d’Italia». L’Adusbef ricorda che l’indagine è stata più volte chiesta, a partire dal febbraio 1995, alla Banca d’Italia ed all’ex Governatore Fazio, che si sono rifiutati di eseguire per favorire "banche amiche" e consentire ai Fiorani di turno, di rapinare indisturbati correntisti e risparmiatori».
Catricalà ha approfittato anche per ribadire che "il procedimento aperto dall’Antitrust per conflitto d’interesse del premier Berlusconi in merito agli stanziamenti per gli acquisti dei decoder per il digitale terrestre si dovrebbe chiudere il 15 febbraio, data entro cui dovremo essere sicuri di aver acquisito tutte le informazioni".
