BENZINA. Gestori preoccupati per la crisi del settore. “Il taglio delle accise è l’unica via”

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Tagliare le accise sui carburanti. Secondo il segretario nazionale della Fegica Cisl, Roberto Di Vincenzo, "non c’é altro modo" per far calare il prezzo della benzina e ridare ossigeno agli automobilisti italiani. Il calo dei consumi evidenziato dalle statistiche del Ministero delle Attività Produttive dimostra "una crisi evidente" – ha dichiarato Di Vincenzo – legata agli aumenti dei prezzi ma anche ad una "crisi economica preoccupante".

"Non è più una favola che non si arrivi alla quarta settimana del mese e l’andamento della stagione estiva anche per le attività turistiche e alberghiere dimostra che gli italiani quest’anno non si sono spostati poi molto". La situazione "é preoccupante", ha aggiunto il segretario della Fegica, e non solo per i consumatori. Infatti anche le casse dello Stato, di fronte al calo dei consumi, devono fare i conti con un gettito ridotto.

"Non c’é altro modo – secondo Di Vincenzo – che tagliare le accise. E’ diventato un must". Il segretario della Fegica è convinto infatti che sia possibile far scendere i prezzi grazie ad un intervento fiscale e che si possa arrivare ad una riduzione "fino a 10 centesimi al litro".
Questa è la cifra infatti degli aumenti dell’imposta di fabbricazione decisi negli ultimi anni (tra contratti dei autoferrotranvieri, finanziamenti per agli autobus ecologici ecc…) e il peso dell’Iva sul prezzo industriale. Perciò ha concluso Di Vincenzo "si tratterebbe di ridare ai cittadini ciò che hanno speso in più".

Della stessa opinione anche Luca Squeri, presidente della Figisc-Anisa di Confcommercio.La riduzione delle accise è l’unica soluzione, soprattutto nell’immediato anche perché a luglio per la prima volta "il gasolio non ha compensato il calo della benzina". Mentre la flessione dei consumi di benzina, ha spiegato Squeri, é infatti un fenomeno strutturale, ossia legato al rinnovo del parco circolante, il calo del diesel (-1% a luglio) è un fenomeno nuovo "ed è il vero dato negativo", sintomo del fatto che i prezzi sono arrivati davvero ad "intaccare i consumi".

Attualmente quindi l’unica strada percorribile è il taglio del peso fiscale, mentre a lungo termine si potrebbe pensare a una "ottimizzazione della rete degli impianti, permettendo l’avvio anche di attività collaterali con la vendita di altri prodotti che alleggerirebbe il peso della componente carburanti nel conto economico dei gestori".

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