CONCORRENZA. Antitrust, distorsioni nella fornitura dei servizi ai musei

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Distorsioni della concorrenza nel mercato della fornitura dei servizi aggiuntivi per musei. E’ quanto risulta dal bollettino dell’Antitrust diffuso oggi dall’Autorità. "I servizi aggiuntivi alla fruizione di un museo o di un sito culturale – precisa l’Antitrust – sono i servizi di accoglienza e ospitalità degli utenti, quali il servizio di caffetteria, di accompagnamento e guida, di ristorazione, il bookshop, la promozione e l’organizzazione di eventi"; servizi che valorizzano il bene culturale.

"In Italia l’offerta di tali servizi è costituita da diverse tipologie di operatori: imprese che fanno parte di grandi gruppi editoriali, per la fornitura dei cataloghi e di bookshop nell’ambito dell’organizzazione e della promozione di mostre o musei (ad esempio, Mondadori), imprese con partecipazione di capitale pubblico costituite da enti territoriali (ad esempio Zetema S.p.A., fondata dal Comune di Roma, e SCABEC, costituita dalla Regione Campania), imprese di dimensioni più ridotte il cui core business è la fornitura dei servizi in questione (così, ad esempio, Civita Servizi, attiva per lo più nei siti del Sud)".

Il problema messo in luce dall’Antitrust è che risultano casi "di numerosi incroci proprietari tra imprese private e imprese a capitale misto pubblico-privato" (ad esempio SCABEC) e che "la modalità di partecipazione alle gare avviene per lo più in forma associata mediante raggruppamenti temporanei di imprese".

"In taluni casi – evidenzia l’Antitrust – gli enti-territoriali concludono con imprese controllate da un soggetto pubblico (anche coincidente con lo stesso ente territoriale) accordi qualificati di tipo istituzionale sulla base dei quali viene conferito l’incarico di fornire i servizi in questione. Tale situazione si è verificata, ad esempio, per l’affidamento del servizio di promozione di una mostra svolta recentemente nel museo della Reggia di Caserta; tale servizio è stato attribuito senza gara alla società SCABEC, società della Regione Campania, in seguito ad accordi conclusi direttamente tra Regione Campania e SCABEC stessa.

A fronte di ciò, l’Autorità ricorda che la principale preoccupazione concorrenziale relativa al mercato della fornitura dei servizi aggiuntivi "debba essere volta a scongiurare che si creino situazioni di monopolio o di ingiustificato vantaggio competitivo a favore di imprese che, grazie alla proprietà pubblica delle stesse, potrebbero essere avvantaggiate nell’assegnazione dei servizi aggiuntivi in musei e siti anch’essi di proprietà pubblica". "Secondo la prospettiva antitrust, invece, dovrebbe essere garantita a tutte le imprese parità di condizioni di accesso a tale mercato. Pertanto, dovrebbe essere salvaguardata la concorrenza per l’accesso al mercato dei servizi aggiuntivi, scegliendo i concessionari di tali servizi soltanto mediante gare svolte secondo criteri selettivi trasparenti e non discriminatori nonché con adeguata pubblicizzazione".

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