CONCORRENZA. L’Antitrust sanziona i panificatori di Roma
Ha messo in atto un’intesa restrittiva della concorrenza divulgando un listino di "prezzi consigliati" con le indicazioni dei prezzi di vendita del pane e favorendo in tal modo l’allineamento dei prezzi a un livello superiore a quello che poteva derivare dalla libera competizione: questa la motivazione con la quale l’Antitrust ha sanzionato l’Unione Panificatori di Roma e Provincia. Di entità modesta però la sanzione, pari a poco più di quattromila euro.
L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, nella riunione del 4 giugno 2008, ha dunque sanzionato l’Unione Panificatori di Roma e Provincia "per aver messo in atto un’intesa restrittiva della concorrenza, divulgando indicazioni di prezzo minimo o di aumenti minimi consigliati, per tutte le tipologie di pane vendute dai panifici attivi nella zona". Ma, precisa l’Antitrust in una nota, "poiché l’Unione Panificatori di Roma è un’associazione di imprese, l’Autorità, che ha giudicato l’intesa molto grave, ha potuto calcolare la sanzione, pari a 4.430 euro, solo sul totale delle entrate associative (55.372 euro)".
Dall’attività istruttoria è emerso, rileva l’Antitrust, che l’Unione Panificatori di Roma, che riunisce 415 imprese, già dal 2003 aveva indetto assemblee e riunioni dedicate al prezzo del pane. Nel settembre 2007 si era arrivati a predisporre e divulgare un listino di "prezzi consigliati": "Nel listino – scrive l’Antitrust – venivano date indicazioni sui prezzi di vendita (in una forbice di valori) relativi alla rosetta e al pane casereccio, le due tipologie maggiormente vendute nella provincia di Roma, e aumenti ‘consigliati’ per tutte le altre tipologie di pane". Il Garante ha dunque ritenuto che l’associazione, indicando prezzi minimi, abbia "favorito l’allineamento su un livello di prezzi superiori a quelli che sarebbero risultati in una situazione di piena concorrenza".
"Nel valutare la gravità dell’intesa, l’Antitrust – conclude la nota – ha tenuto conto dell’essenzialità del bene oggetto dell’intesa stessa, oltre che della consapevolezza, da parte dell’Unione Panificatori di Roma, dell’esistenza di un divieto di distribuire listini prezzo".
