Conferenza Internazionale Antitrust approva decalogo per liberalizzare settore bancario

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La Conferenza Annuale della Rete Internazionale della Concorrenza (ICN) ha approvato, nel corso della riunione che si è svolta a Boon dal 6 all’8 giugno, una serie di raccomandazioni volte a migliorare il processo di controllo delle concentrazioni, soprattutto al fine di semplificare il coordinamento tra autorità nel caso di operazioni che riguardano una pluralità di giurisdizioni. In particolare è stato siglato un decalogo per favorire la concorrenza nel settore bancario al fine di tutelare i piccoli risparmiatori, ridurre i costi che gravano sul cambio di istituto di credito e abbassare le barriere all’ingresso.

Un gruppo di lavoro della ICN, istituto fondato nel 2001 da tredici autorità nazionali di concorrenza, tra cui quella italiana, e che adesso include quasi tutte le autorità antitrust del mondo, ha presentato un rapporto sul "Ruolo della concorrenza nella regolazione del settore bancario" che affronta la questione delle necessità di regolazione del settore in relazione alle carenze del mercato. In particolare il rapporto del Gruppo di lavoro individua alcuni ambiti che richiedono interventi specifici di regolazione.

Riportiamo qui di seguito le dieci raccomandazione approvate dall’ICN per a favorire una maggiore liberalizzazione del settore bancario:

1. favorire lo sviluppo di un settore bancario aperto e in concorrenza, che non presenti ingiustificate restrizioni in merito all’entrata nel mercato e agli assetti proprietari, risultanti dalle norme esistenti o dalla loro applicazione;
2. garantire l’esistenza di un’adeguata separazione tra l’applicazione della regolazione prudenziale di settore e le norme di concorrenza;

3. instaurare, qualunque sia l’assetto istituzionale, proficue relazioni con le autorità di regolazione di settore e coordinare le reciproche azioni nella valutazione delle principali questioni;

4. utilizzare, nella pratica applicativa, i consueti strumenti dell’analisi antitrust, compresi la definizione del mercato rilevante, il potere di mercato o la dominanza, le eventuali misure correttive.

5. l’eliminazione di eventuali esclusioni dall’applicazione delle norme di concorrenza per le istituzioni finanziarie;

6. un contesto in cui le banche siano informate in maniera tempestiva e completa sull’esposizione debitoria dei potenziali prenditori a prestito (nei mercati finanziari integrati anche su base internazionale), assicurando modalità e procedure tali per cui lo scambio di informazioni tra istituti di credito non dia luogo a restrizioni della concorrenza;

7. un ambito giuridico che assicuri alle banche la piena e tempestiva disponibilità di eventuali attività poste a garanzia del credito;

8. una riduzione dei costi connessi al cambiamento di banca per i correntisti, attraverso più incisivi obblighi di trasparenza sulle condizioni applicate, quali ad esempio i costi di chiusura di un conto corrente o quelli relativi all’estinzione di un mutuo;

9. nei paesi in cui circola la stessa valuta, una riduzione dei costi di transazione per i pagamenti trasfrontalieri, compresa la creazione di un sistema di pagamenti a dimensione sovranazionale, in modo da facilitare lo sviluppo di mercati più ampi e accrescere le possibilità di scelta per i consumatori;

10. specialmente per i paesi in via di sviluppo e coerentemente con l’obiettivo del mantenimento di un mercato concorrenziale, l’introduzione di forme di garanzia di tipo mutualistico che consentano alle istituzioni finanziarie di ridurre i propri rischi.

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