CONSUMI. Crisi del settore ortofrutticolo: se ne discute oggi al “MacFrut”

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Luci e ombre sul settore ortofrutticolo italiano, dove nel 2005 – per il secondo anno consecutivo, a causa della crisi strutturale che ha investito questo comparto – il fatturato complessivo è calato a 22 miliardi di euro (-2,2% rispetto al 2004), mentre sono scesi i volumi produttivi (-3,8%) e il totale si è attestato a 24,5 tonnellate. Questi dati sono stati illustrati oggi a Milano in occasione della presentazione della 23ma edizione di MacFrut, che riunirà a Cesena Fiera – dal 4 al 6 maggio prossimo – tutti gli operatori del settore ortofrutticolo che cercheranno rimedi e strategie per far fronte all’attuale stato di crisi.

I dati presentati mettono in evidenza infatti che a causa della generale contrazione dei consumi, l’ortofrutticoltura italiana fatica a reggere il passo della nuova dimensione della competizione internazionale, mentre proprio per gli effetti della globalizzazione, l’offerta è in tendenziale crescita. Questo mette a nudo sia la fragilità organizzativa del settore ortofrutticolo, sia lo scarso raccordo organico tra i vari segmenti della filiera. "La crisi è strutturale e non si può sperare che si risolva da sola", ammette Domenico Scalpellini, presidente di Cesena Fiera, "occorre adottare un sistema di incentivi che abbatta i costi produttivi e i passaggi burocratici. Ed è fondamentale riconquistare la fiducia dei consumatori con operazioni promozionali, di trasparenza sui prezzi e con una corretta comunicazione sui benefici dell’assunzione di frutta e verdura".

Per questo settore la nota positiva viene dalla buona performance dell’interscambio con l’estero, che ha fatto crescere del 61,4% il saldo attivo del comparto (bilancio tra export e import). "Dall’export arrivano decisi segnali di miglioramento", aggiunge Scalpellini. Secondo i dati forniti dall’Associazione nazionale esportatori importatori ortofrutticoli e agrumari (ANEIOA), nel 2005 l’Italia ha esportato 3,5 milioni di ortofrutta (+9,1% rispetto al 2004), per un totale di 2,9 miliardi di euro (+15,3% rispetto all’anno precedente).

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