CONSUMI. ISAE: “In Italia pochi acquisti sostenibili”

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Sono stati presentati questa mattina i risultati dell’indagine "Green Public Procurement. Gli acquisti sostenibili della Pubblica Amministrazione" svolta dall’Istituto di Studi e Analisi Economica (ISAE) e dall’Istituto Universitario di Studi Superiori di Pavia (IUSS). L’indagine prende in considerazione il settore pubblico in qualità di agente economico rilevante in grado, con le proprie scelte, di orientare e mandare messaggi importanti a tutti gli attori di mercato.

Il Public Procurement, ovvero il volume e le caratteristiche qualitative delle forniture e degli acquisti della Pa, può, infatti, esercitare un’importante influenza non solo dal lato dell’offerta, premiando le imprese ed i prodotti con caratteristiche di sostenibilità ambientali migliori rispetto ai concorrenti, ma anche dal lato della domanda garantendo il buon esempio in fatto di comportamenti di acquisto.

Nell’esperienza italiana non ci sono stati, finora, esempi rilevanti in grado di esaltare l’aspetto educativo del public procurement: il green public procurement propone sistemi di acquisto ambientalmente consapevoli mentre in Italia si registrano bassissime performances ambientali, ad esempio, della flotta di trasporto collettivo e scadenti performances energetiche di gran parte degli edifici pubblici.

Esempio avanzato di GPP in Italia è rappresentato dal Comune di Ferrara dove dal 1994 vengono pubblicate le gare d’appalto per la fornitura di pasti biologici per le mense scolastiche ferraresi. Circa il 90% dei pasti consumati ogni anno nelle scuole ferraresi è biologico ed alcuni prodotti, come le banane sono equi e solidali. Inoltre nel 1999 è iniziato l’acquisto di carta, prodotti di cancelleria e imballaggi riciclati.

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