CULTURA. A Roma la 3° edizione degli Stati Generali dell’Editoria

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Sono stati presentati oggi ma si terranno a Roma l’1 e il 2 ottobre prossimo gli Stati Generali dell’Editoria 2008. Saranno dedicati ai giovani. Sono proprio i giovani la fascia più debole di questo momento congiunturale, tra crisi economiche delle famiglie e insufficienza delle risorse dello Stato: su questa fascia d’età 0-19 anni il tema si fa ora stringente. E da qui, dati alla mano, partirà l’analisi che metterà a confronto nelle Assise generali del mondo del libro gli editori italiani con i Ministri Mariastella Gelmini, Sandro Bondi e Giorgia Meloni.

Al centro, il libro e la lettura e la loro capacità di impattare anche sulla mobilità sociale del Paese. Possibile? Certo, come dimostrato dagli ultimi dati raccolti dall’Ufficio Studi dell’AIE sull’andamento dell’editoria e dalle indagini dell’Istituto IARD Ricerche Politiche e Socioeconomiche (RPS) sulla condizione giovanile e sugli intrecci tra scuola, consumi culturali e ruolo della lettura e del libro.

La ricerca – In base alla ricerca dell’Istituto IARD RPS le fasce di età giovane della popolazione sono pesantemente penalizzate rispetto a quelle dei coetanei europei. Hanno minori risorse investite e minori qualità e competenze rispetto ai coetanei dei Paesi dell’Ue (-6% in quelle di comprensione linguistica rispetto ai ragazzi tedeschi, -7% rispetto a quelli del Regno Unito, -5% rispetto alla Francia, ecc.; e valori non diversi in matematica e nelle competenze scientifiche); si laureano meno (la percentuale dei 20-29enni sul totale della popolazione in età corrispondente nel nostro paese è del 31,8% contro il 34,7% della Spagna, il 55,9% del Regno Unito, ecc); leggono meno (al nostro 53,8% corrisponde il 66,0% della Francia o il 72,3% della Spagna); utilizzano meno le nuove tecnologie (l’accesso a Internet nelle famiglie italiane è del 43% a fronte del 67% del Regno Unito e del 71% della Germania) e, per finire, hanno un tasso di disoccupazione giovanile che è tra i più alti in Europa (il 20,3% in Italia contro il 14,4% del Regno Unito, il 18,2% della Spagna, il 19,3% della Francia e l’11,1% della Germania, ecc.).

Un "fardello" tutto italiano che si rifletterà sul piano della competitività internazionale.

Qualche curiosità in più? Secondo un’elaborazione su dati Istat dell’Ufficio studi AIE, le probabilità in più di essere lettore per bambini e ragazzi tra i 6 e i 19 anni sono 2,8 se leggono entrambi i genitori; sono 3,5 in più se si nasce in una famiglia con una biblioteca di oltre 200 libri; sono 1,7 in più se si nasce in una regione del Nord e sono 1,3 in più se si nasce in una famiglia con almeno un genitore laureato.

"Per la terza edizione dei nostri Stati generali – ha chiarito il presidente di AIE Federico Motta – siamo partiti dalla situazione di emergenza del paese: emergenza economica, rischio di ristagno nello sviluppo, risultati insoddisfacenti del sistema istruzione, dubbi sulla stessa recente riforma dell’Università. Ma soprattutto una mobilità sociale sostanzialmente bloccata. Ci siamo perciò resi conto che "il nostro investire per crescere" del 2006, allora a tutto campo, doveva trovare un destinatario più preciso: ecco perché "Scommettere sui giovani". Le giovani generazioni di oggi sono già lontane in molti indicatori che attengono ai consumi culturali e alle competenze da spendere in un’economia della conoscenza rispetto ai loro coetanei europei. Ciò proietta profonde ombre sul futuro economico del Paese: proprio perché in possesso di strumenti e competenze più deboli troppi giovani, infatti, sono meno in grado di decifrare e leggere i fenomeni che possono favorire la loro mobilità sociale. Su questo, partendo dalle nostre responsabilità, chiameremo a discutere gli interlocutori istituzionali".

 

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