E-GOV. ICT, Ds stilano 10 punti per un’Italia digitale
I Democratici di Sinistra hanno presentato oggi a Roma il documento " 10 punti per l’Italia digitale", una sintesi su tutti gli aspetti della profonda rivoluzione determinata dalla diffusione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Per " Italia digitale" si intende un Paese che utilizza pienamente le tecnologie ICT, strumenti e modelli organizzativi, per introdurre innovazioni in tutti i settori.Tutti gli indicatori dimostrano che il deficit dell’ Italia si è aggravato nei confronti degli altri partner europei. Secondo la classifica stilata dal World Economic Forum sulla diffusione delle tecnologie ICT nei vari paesi, nel 2004 l’ Italia è passata dal 28° al 45° posto, ultima fra i 25 partner europei.
Il rapporto Assinform per il 2005 fa un’analisi disaggregata dell’ innovazione ICT: è vero che nelle telecomunicazioni c’è una modesta crescita, ma l’ Informatica è sostanzialmente ferma. L’ Italia è il primo Paese al mondo per il consumo di telefonini (prodotti da altri) e per lo scaricamento di suonerie, ma siamo anche l’unico Paese industrializzato al mondo dove l’Information Technology è in discesa. Non solo, ma anche a livello regionale la spesa pro capite destinata all’ IT varia: si passa, infatti, dai 550 euro di Torino a 154 di Reggio Calabria; l’ investimento IT delle imprese è di 1054 euro per occupato al Nord Ovest; 925 al Centro, cala nel Nord Est a 784 euro e precipita al Sud ( 468 euro). Molte " Italie",dunque, con conseguenze pesanti sui diritti di cittadinanza e sul Sistema Paese.
"L’ "Italia digitale" si può evolvere solo tramite l’ interconnessione di capitale umano e lavoro – ha affermato l’on. Beatrice Magnolfi, responsabile Ds – per l’innovazione, infrastrutture, riforma organizzativa e gestionale della Pubblica Amministrazione, politiche industriali e territoriali. La rivoluzione digitale può produrre un vero rinnovamento solo se è accompagnata dallo sviluppo del capitale umano. Per questo è fondamentale il ruolo del sistema formativo (scuola, formazione, università). Poter accedere alle informazioni e ai servizi forniti attraverso le tecnologie della Rete è un diritto universale e deve essere esercitato da tutti in condizioni di parità". Gli utenti di Internet – conclude la diessina -sono notevolmente cresciuti negli ultimi 4 anni, pur tuttavia, permangono troppi divari digitali: un divario territoriale, che è più frastagliato del tradizionale confine Nord-Sud; un divario generazionale; un divario per i diversamente abili, che occorre colmare con la piena attuazione dell’ accessibilità agli strumenti della rete.
