ECONOMIA. Crisi, Governo: bonus a famiglie e imprese. Dona (Unc): “Più formazione e ricerca”

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Mercoledì prossimo il Consiglio dei Mnistri dovrebbe discutere un decreto anti crisi. Previste misure a sostegno delle famiglie e delle imprese. Il costo? Circa 4 miliardi, per metà destinati alle famiglie e per l’altra alle imprese. In particolare, un bonus per le famiglie fino a 20 mila euro di reddito, congelamento delle tariffe di autostrade e Ferrovie, taglio del 10 per cento delle bollette di luce e gas per le fasce sociali più disagiate. Un calmiere per i mutui prima-casa.

Il pacchetto fiscale delle famiglie anticiperebbe in qualche modo, attraverso un bonus di Natale, il concetto del quoziente familiare (meccanismo in uso in Francia, contenuto nel programma del Pdl, e che prevede la divisione dell’imponibile per il numero dei componenti della famiglia). Il bonus fiscale, una tantum, sarebbe tra i tra i 150 e i 700-800 euro e riguarderebbe le famiglie sotto i 20 mila euro di reddito annuo. Gli sconti sarebbero modulati tenendo conto di tre diverse fasce di reddito e composizione familiare: ne avrebbero così diritto – secondo le simulazioni elaborate fino a questo momento dai tecnici – i coniugi senza figli (due soli componenti) fino a 12 mila euro; le famiglie composte da 3-5 componenti tra i 12 mila e i 17 mila euro di reddito; le famiglie con 6 o più componenti fino a 20 mila euro.

Il pacchetto imprese farebbe perno, come ha confermato ieri lo stesso Tremonti, su uno sconto Irap: si tratterebbe di una deduzione forfettaria del 10 per cento ai fini Ires. A questa misura sarà accompagnata l’introduzione del pagamento dell’Iva al momento dell’incasso e non dell’emissione della fattura, ma il ministro dell’Economia ha avvertito che su questa materia dovrà pronunciarsi Bruxelles. Prevista anche la proroga della detassazione degli straordinari e dei premi di produzione: dovrebbe essere confermata per il 2009 per i redditi fino a 30 mila euro ma dovrebbe salire il tetto del beneficio da 3.000 a 6.000 euro. Nel decretone anche la ricapitalizzare delle banche con la sottoscrizione da parte del Tesoro di obbligazioni convertibili, a fronte di un impegno a mantenere il credito alle piccole e medie imprese. Previsto inoltre un ammorbidimento dei criteri contabili Ias per le società.

Dunque se questa è la ricetta proposta dal Governo per superare la crisi, sull’altro versante ci sono i consumatori che mettono in campo idee diverse. Il segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori, Massimiliano Dona, ad esempio crede che sia necessario investire su formazione e ricerca. "Per superare la crisi in atto – sostiene l’avvocato – è necessario ripensare radicalmente il modello di sviluppo attuale che non è più sostenibile. E’ necessario che ciò avvenga a livello mondiale, ma è bene che cominciamo a farlo nel nostro Paese".

"I bonus per le famiglie più disagiate come pure gli aiuti alle piccole e medie imprese sono provvedimenti utili nell’immediato – continua Dona – ma sono pannicelli caldi inidonei a risolvere i problemi strutturali del sistema-paese, che è fermo, pericolosamente fermo. Italia – continua Dona – vive al di sopra dei propri mezzi, prigioniera delle corporazioni e dell’arretratezza culturale, bruciando le speranze delle giovani generazioni. Non si può pensare solo al calcio, al week end e alla buona tavola senza accorgerci che il piatto presto potrebbe restare vuoto. Non ci stanchiamo mai di ripetere – conclude Dona – che il 50 per cento della popolazione di età compresa tra i 25 e i 64 anni ha conseguito come titolo di studio più elevato la licenza di scuola media inferiore: è un dato che non ha bisogno di commenti. Possiamo spendere decine di miliardi di euro nella banda ultra-larga e nell’alta velocità, ma senza grandi investimenti nella formazione e nella ricerca le infrastrutture del Paese rimarranno sottoutilizzate con un colossale sperpero di denaro pubblico".

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