ECONOMIA. Oggi 5^ Giornata, Unioncamere presenta Rapporto
In occasione della quinta Giornata dell’Economia, Unioncamere ha presentato a Roma il Rapporto Unioncamere 2007, tradizionale appuntamento con l’analisi dello stato di salute del Paese. Il 2007 sarà per l’economia italiana un anno ancora positivo con una crescita stimata del 2%. A tirare saranno le esportazioni, anche se con un impatto leggermente inferiore rispetto allo scorso anno, e i consumi delle famiglie che cresceranno dell’1,7%, ancora più che nel 2006 (+1,6%). Sono le previsioni contenute nel Rapporto 2007 di Unioncamere, che sottolinea in particolare il significativo apporto degli immigrati alla crescita.
Secondo le stime, infatti, «ben l’8,8% del valore aggiunto italiano viene prodotto grazie agli immigrati». Si tratta di «una risorsa indispensabile specie per il Nord», dove il contributo sale al 10,3% del pil, e per l’industria (12,1% del pil). Le imprese di immigrati hanno raggiunto le 230.000 unità nel 2006 e crescono annualmente con tassi del 13%. In un quadro sostanzialmente positivo, in cui anche l’occupazione dovrebbe crescere dell’1%, Unioncamere sottolinea però alcune ombre. Prima di tutto le difficoltà delle piccole imprese, oggetto di una sorta di ‘selezione naturalè. Nel primo trimestre del 2007 il numero complessivo delle imprese italiane è diminuito di 14.000 unità, segnale appunto della «selezione continua», che «colpisce ancora le più piccole». La dinamica del fatturato delle aziende fino a 49 dipendenti si mantiene infatti ancora bassa (+0,6% nel primo trimestre 2007 contro il +3,6% di quelle da 50 a 500 dipendenti). Il secondo punto debole è rappresentato dal Mezzogiorno, dove si segnala uno «strappo nello sviluppo». Il Sud, segnala Unioncamere nel rapporto, «non aggancia ancora la ripresa: solo il 26% delle imprese meridionali ha visto crescere il fatturato nel 2006 e ben il 22% ha subito una flessione». Anche le famiglie evidenziano un divario rispetto al Centro-Nord: il pil per abitante è al Sud di 16.695 euro, contro i 28.240 del resto del Paese (il 41% in meno).
