ECONOMIA. Stime Ue: nel 2009 Pil a -1,8% e disoccupazione a 8,75%; lieve ripresa nel 2010
Il Pil dell’Unione Europea dovrebbe diminuire dell’1,8% nel 2009 e dell’1,9% quello dell’area euro. Dunque le previsioni pubblicate oggi dalla Commissione per gli Affari economici e monetari dell’Ue confermano quanto detto qualche giorno fa dalla BCE, anzi sono ancora più pessimistiche. Nel 2008 il Pil dell’Ue è cresciuto dell’1% registrando già un forte calo rispetto al +3% del 2007; nel terzo trimestre 2008 per la prima volta l’area euro è entrata in recessione tecnica; il 2009 sarà addirittura negativo, con una ripresa di mezzo punto percentuale solo nel 2010.
Il rallentamento economico dovrebbe investire numerosi settori e avere ricadute negative anche sulle economie di mercato emergenti. La caduta della domanda privata e della domanda estera netta frenerà notevolmente la crescita del Pil, a cui solo i consumi e gli investimenti pubblici forniranno una boccata d’ossigeno. Gli investimenti privati, uno degli elementi trainanti nel periodo di crescita, registrano una brusca riduzione, dovuta al netto calo dei tassi di utilizzo della capacità, al deterioramento delle prospettive economiche e a condizioni finanziarie più rigide.
Crescita negativa anche per l’occupazione che si dovrebbe tradurre in una perdita di 3 milioni e mezzo di posti di lavoro nell’Ue; nel 2009 il tasso di disoccupazione dovrebbe salire all’8,75% nell’Unione e al 9,25% nell’area euro, per aumentare ulteriormente nel 2010. L’inflazione dei prezzi al consumo dovrebbe scendere dal 3,7% del 2008 (3,3% per la zona euro) a 1,2% nel 2009 (1,0% per la zona euro), per stabilirsi leggermente al di sotto del 2% nel 2010 nelle due regioni.
"Le misure per stabilizzare il mercato finanziario, le politiche monetarie di allentamento e i piani di rilancio economico ci consentiranno di arginare il deterioramento dell’economia e creare le condizioni per una ripresa graduale nella seconda parte dell’anno". E’ quanto ha detto Joaquín Almunia, Commissario per gli affari economici e monetari. "Occorre adoperarsi affinché queste misure siano valide ed efficaci: per migliorare i flussi di credito a prezzi ragionevoli e per attuare rapidamente pacchetti di stimolo fiscale che incoraggino gli investimenti e i consumi privati. Per rafforzare la fiducia – ha concluso Almunia – è inoltre fondamentale che gli Stati membri s’impegnino esplicitamente a risanare, non appena la situazione economica sarà tornata alla normalità, le proprie finanze pubbliche, in modo da garantirne la sostenibilità a medio-lungo termine".
