EDITORIALE. “Il cittadino, il farmaco e il diritto all’informazione” di R. Miracapillo

0

Il Farmaco. Compresse per il mal di stomaco, gocce per dormire meglio, per controllare la pressione , per abbassare la febbre o ridurre un dolore o vaccini per debellare il Virus A. Amici o nemici dei nostri tempi? Certamente amici , visto che hanno migliorato di gran lunga le aspettative di vita. In Italia 70 anni per gli uomini, 80 per le donne. Età impensabili quando i farmaci non esistevano.

Senza andare troppo lontano, la penicillina è stata scoperta alla fine degli anni 50, e la cimetidina , il primo farmaco antiulcera è stato scoperto nel 71. Oggi è impensabile morire di una infezione o di una ulcera allo stomaco. Farmaci importanti per i quali è necessaria la prescrizione medica. Ma altrettanto importanti i farmaci che si possono acquistare senza la ricetta medica in farmacia, o nelle parafarmacie o nei corner della grande distribuzione. Cosa sarebbe una giornata di lavoro con un mal di testa terribile? O con un mal di denti, o con un fastidio gastroenterico che non conviene nominare?

Farmaci, dunque indubbiamente amici. A patto che vengano usati bene, a patto che il cittadino venga ben informato sul suo utilizzo, sulle precauzioni da usare , ( quanti sanno che gli antistaminici anche quelli da banco, per attenuare i sintomi delle allergie non devono essere somministrati insieme all’alcol?), sulle sue controindicazioni, ma indubbiamente anche sulla sicurezza. Tutti i farmaci essendo molecole chimiche interagiscono per forza con l’organismo di chi li assume e con tutto ciò che viene assunto prima e dopo. E l’interazione, l’effetto, la sicurezza sono diversi a seconda che si tratti di un bambino, di una donna in gravidanza, di un adulto sano o di un anziano che assume già altri farmaci, o con l’organismo debilitato da altre malattie. Farmaci di automedicazione. Amici delle piccole patologie, ma anche indispensabili in questa terribile pandemia. Nessuno lo dice , ma il Virus suino ha dato un grande impulso al mercato dell’automedicazione, forse unico alleato del timore da Virus A. E così stanno avendo una impennata di vendita gli antipiretici per controllare la febbre, Sciroppi e gocce per la tosse, disinfettanti del cavo orale, e disinfettanti per le mani. Bene , verrebbe da dire. Meno male che i farmaci ci sono. Il vantaggio di questi farmaci di automedicazione è che sono molecole "antiche", testate su ampie fasce di popolazione, con dosaggio di principio attivo che è il minimo indispensabile per avere efficacia e di cui ormai si conosce tutto.

Lo stesso però non si può dire dell’altro "alleato" farmacologico della pandemia. Ovvero il vaccino anti A H1N1. E’ farmaco recentissimo, allestito in pochissimi mesi. E si sa che per produrre un farmaco ci vogliono dei tempi tecnici. E’ stato chiaro sin dall’inizio di tutta questa vicenda che non si sarebbe potuto produrre in tempo tante milioni di dosi, considerando che tutto il mondo sta chiedendo alle aziende , forniture di vaccini..Le catene di produzione hanno un limite massimo oltre il quale evidentemente non possono andare Eppure bisogna dare atto che i tempi sono battenti, piano piano stanno arrivando quantità crescenti di vaccino nelle varie Asl. Ma se la paura è tanta, l’arrivo a tranche successive di farmaco provoca tensioni, perché da un lato c’è la pressante richiesta da parte dei cittadini che temono di morire da un momento all’altro per il terribile male, dall’altro la macchina di produzione che non ce la fa a stare dietro ai meccanismi complessi di produzione , distribuzione e somministrazione. In tutto questo can can, manca un pezzetto, ovvero il giusto diritto all’informazione. Se da un lato è giusto l’invito a somministrare il vaccino alle categorie a rischio, dall’altro lato non si capisce perché non è giusto che noi cittadini sappiamo su quanti soggetti è stato già sperimentato il vaccino, e che studi ci sono sulle donne in gravidanza e sui bambini.. La lettera che il Movimento Consumatori e Federconsumatori hanno inviato al Ministero della salute con queste richieste è rimasta lettera morta. Otteniamo risposte attraverso i media, sulla sicurezza del vaccino..ma io sono come San Tommaso, gradirei avere numeri e studi …

Su quanti è stato sperimentato? E le donne in gravidanza sono mai state testate? E gli studi prodotti hanno bracci di controllo?

Mentre aspettiamo con l’antifebbrile nel cassetto del comodino che la "pandemia" passi, aspettiamo anche che il ministro prima o poi ci risponda…

Rossella Miracapillo, Segretario Generale Movimento Consumatori

About The Author

What do you feel about this?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *