EDITORIALE. Il ministro dell’Istruzione asino in italiano, di A. Longo
Sapevamo che il ministro Gelmini, impegnato in una dura battaglia per il 5 in condotta e per il grembiule scolastico, da Milano era andato fino a Reggio Calabria per superare l’esame di stato come procuratore legale. Evidentemente non era molto sicuro della sua preparazione giuridica e ha cercato, come quegli studenti poco diligenti che lei vorrebbe bollare con la bocciatura, una sede di esami meno severa e più ben disposta. Non osiamo pensare al peggio e cioè che si trattasse di una di quelle sedi dove gli esami si "comprano".
Ma che la sua "asinerìa" venisse certificata solennemente in piena aula del Senato non ce l’aspettavamo. Durante il suo intervento, leggiamo su repubblica.it, Mariastella Gelmini accusa l’opposizione di aver dimenticato il libro bianco "scritto sotto l’egìda…del governo Prodi". L’accento sbagliato scatena il boato delle opposizioni, è costretto a intervenire il presidente del senato Renato Schifani per consentire alo ministro di proseguire. Appena la bagarre si placa, Gelmini riprende e corregge l’accento: "…Scritto sotto l’ègida…".
Ministro Gelmini, vada dietro la lavagna con le orecchie da asino e come compito a casa riempia dieci pagine con la frase "la parola ègida ha l’accento sulla è".
