EDITORIALE. … perché il quorum lo facciamo noi!

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Adesso tocca a noi, a ciascuno di noi. Domenica 12 e lunedì 13 abbiamo la possibilità di disegnare un futuro diverso per il nostro Paese, per i nostri figli, per ciascuno di noi. Dire no al nucleare e alla privatizzazione dell’acqua significa rivendicare il nostro diritto ad un ambiente pulito, a energie sicure, a servizi essenziali che restano di proprietà pubblica e non diventano strumenti di arricchimento per SpA che badano al bilancio trimestrale, preoccupate soltanto di far cassa. Dire no al legittimo impedimento significa affermare con forza che la legge è uguale per tutti e, se vogliamo, ancora più cogente per personaggi di alta responsabilità pubblica come il presidente del consiglio e i ministri.

Come in altre occasioni, coloro che invece avversano queste posizioni cercheranno soprattutto di vanificare la prova referendaria facendo venir meno il quorum. Ci hanno provato in tutti i modi, ignorando l’importante scadenza nell’informazione radiotelevisiva della Rai e addirittura sbagliando le date! Dobbiamo contrastare questa arrogante concezione utilitaristica della democrazia, che piega a interessi di parte anche istituti fondamentali come i referendum. Possiamo farlo anzitutto andando a votare ed esprimendo le nostre scelte, che non devono necessariamente essere univoche per il SI a tutti e quattro i quesiti referendari.

Io voterò Si sull’abrogazione della legge sul nucleare, del legittimo impedimento e dell’assetto proprietario delle aziende per i servizi idrici. Voterò No sull’altro quesito, relativo alla determinazione delle tariffe, perché il sistema degli acquedotti necessita di ingenti investimenti e queste risorse vanno reperite sia dalla fiscalità generale che dalle bollette, spingendo gli utenti ad una utilizzazione più oculata e "risparmiosa" di un bene così prezioso come l’acqua.

Il 12 e 13 giugno è una scadenza importante per l’esercizio della democrazia. Votate come volete, ma VOTATE!

 

di Antonio Longo

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