IMMIGRAZIONE. 1° Conferenza Ue sui Rom, Amato: “Necessario legge che riconosca minoranza tutelata”
"Tu, te lo faresti venire uno zingaro in casa" ? A chiederlo ad una platea attenta è il ministro dell’Interno, Giuliano Amato che ieri pomeriggio a Roma ha chiuso i lavori della prima "Conferenza europea sui Rom", sottolineando come sia necessario "rimuovere gli stereotipi di zingaro-ladro, zingaro-sporco, le stimmati di infamia su un intero popolo".
Il Ministro ha parlato di "un lavoro di decostruzione e ricostruzione delle rappresentazioni di questa realtà che, se basata sui pregiudizi, è di ostacolo all’intervento fine dei poteri pubblici". Intervento che Amato individua nella creazione di una legge che riconosca la comunità Rom come minoranza tutelata, nella determinazione di "soluzioni abitative che concilino gli assetti urbanistici delle nostre città e i modelli abitativi di queste popolazioni" e nella risoluzione del problema dei documenti.
A questo proposito Amato ha citato "l’infernale comma 22" ricordando come i documenti "fossero stati inventati perché, riproducendo loro noi, ci aiutavano a girare il mondo". "Ormai – ha detto il Ministro – siamo arrivati al punto che se noi non somigliamo al nostro documento noi non esistiamo. Il nostro ‘io’ è lui, non è io. Quindi chi è senza documento è senza io, non c’è, non esiste!""Ricostruire un io legalmente utilizzabile a coloro che non sono in grado di farlo attraverso una serie documentale che ha cessato di esistere" è quindi uno degli obiettivi dello Stato.
Come superare però il problema dei pregiudizi? Il ministro dell’Interno ha lanciato un vero e proprio appello ai mass media il cui ruolo in questo senso "può essere cruciale". "Mostrare il Darfur – ha detto Amato – è servito a togliere dalle tasche di tanti europei un po’ di soldi che vanno ai bambini del Darfur e serve a spingere i governi ad occuparsene. Noi un piccolo Darfur lo abbiamo in tante baraccopoli delle periferie delle nostre città! Anche quello dovrebbe essere fatto vedere, anche quello deve essere utilizzato per cambiare i sentimenti, per far durare la commozione, per farci rendere conto che anche loro sono nostri fratelli".
Il vice-Presidente della Commissione europea Franco Frattini ha sottolineato come "la prima preoccupazione delle comunità Rom europee sia la sicurezza personale minacciata da pregiudizi fortemente radicati". In questo senso le iniziative dell’Unione Europea "per debellare il razzismo, la xenofobia e l’intolleranza vanno in due direzioni: la promozione della conoscenza attraverso la nuova organizzazione dell’Agenzia dei Diritti Fondamentali e i finanziamenti a favore dei progetti che riguardano le comunità Rom.
Infine il Ministro delle politiche per la Famiglia Rosy Bindi ha affermato a chiare note che "la discriminazione nei confronti del popolo Rom esiste, è diffusa e radicata e riguarda perfino l’istituto dell’adozione".
"E’ necessario – ha continuato Bindi – cambiare mentalità, non ci si può limitare alla tolleranza o all’indifferenza. Il Rom esiste in quanto legato alla famiglia, come individuo non esiste. Questi sono i tempi del rinnovamento, non si può prescindere dalla abitazione, qualunque essa sia, dal lavoro, dall’istruzione".
"C’è un grande lavoro da fare" – ha concluso la conferenza il ministro Amato – "al di là dei governi, c’è un lavoro che tutti devono fare, con i propri giudizi, con i propri pregiudizi".
A cura di Laura Muzzi
