INFLUENZA AVIARIA. Dalla Commissione UE 100 Mln di euro per il settore avicolo
Sospensione dei versamenti tributari e di ogni contributo di previdenza ed assistenza sociale fino al 31 dicembre 2006; possibilità di creare un Fondo per l’emergenza avicola che, in base alle risorse reperibili nel bilancio italiano, dovrebbe ammontare a 100 milioni di euro per indennizzare i danni economici e sociali derivanti dall’interruzione di attività agricola e successivamente per attivare programmi di riconversione dell’attività produttiva. Queste le misure autorizzate in via informale dagli uffici della Commissaria europea all’agricoltura, Fischer Boel, dopo la Bilaterale con i Ministri Alemanno e Storace ed il confronto tecnico con la rappresentanza italiana a Bruxelles.
In particolare, il fondo servirà a finalizzare anche un’indennità compensativa della perdita di reddito e delle maggiori spese derivanti dal fermo produttivo nonchè per indennizzare il valore di mercato degli animali abbattuti per sovrapproduzione.
"Successivamente – ha spiegato il Ministro delle Politiche agricole e forestali, Gianni Alemanno – nel Consiglio agricolo europeo, su proposta dell’Italia e della Grecia, è stata avanzata la richiesta alla Commissione di attivare un piano comunitario di sostegno economico per fronteggiare gli effetti dell’influenza aviaria. Oltre ai due Stati proponenti la richiesta – continua il Ministro – è stata sostenuta da Germania, Francia, Spagna, Portogallo, Malta, Ungheria, Cipro e Polonia".
Immediati i commenti positivi degli agricoltori. Confagricoltura esprime soddisfazione per il risultato raggiunto a Bruxelles e afferma: "Ora bisogna fare in modo che il decreto legge, in cui verranno tradotte queste misure, e che andrà in discussione alla Camera dei Deputati mercoledì 22 febbraio, e che contiene altri importanti provvedimenti per il settore agricolo, venga approvato al più presto."
Coldiretti sottolinea invece la necessità di "fare in fretta di fronte a un fenomeno di assoluta emergenza per evitare il rischio che la perdita di competitività danneggi irreversibilmente un settore determinante per l’economia Made in Italy. La situazione di allarme che si è creata – sostiene la confederazione – deve essere affrontata con misure di pronto intervento per la ristrutturazione dei debiti, la sospensione e il differimento dei contributi, lo stoccaggio dei prodotti invenduti e da un piano di protezione e salvaguardia degli allevamenti che preveda un fondo speciale di rigenerazione del settore avicolo che punti ad un miglioramento qualitativo ed ambientale strutturale per dare un futuro all’allevamento italiano.
