INFLUENZA AVIARIA. Wwf stila vademecum anti-panico

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Contro il panico aviaria scende in campo il Wwf e lancia il vademecum anti-psicosi. Ecco cosa bisogna sapere secondo l’associazione: FAUNA URBANA: Piccioni, storni, passeri e gabbiani (comuni e reali). Il piccione è specie poco recettiva, che rischia il contagio solo di virus altamente patogeni. Storni e passeri sono specie più sensibili, ma la loro ecologia è diversa da quella dei migratori acquatici. Lo storno non interferisce con le specie potenzialmente vettrici, perché se anche di giorno lascia i ‘dormitori’ delle città per andare in campagna, si nutre nei campi e non frequenta zone umide. I gabbiani non si muovono dalla città dove durante l’inverno le temperature sono di qualche grado più alte rispetto agli habitat naturali, sono ittiofagi e si nutrono anche di residui alimentari dell’uomo. Rischio prossimo allo zero per i corvidi, estremamente sedentari e dunque non soggetti a contatto. Vale semplicemente la comune raccomandazione di non toccare o maneggiare animali morti.
ANIMALI DA COMPAGNIA: Chi ha animali in casa acquistati da negozi (canarini o altre specie di uccelli da voliera) non corre nessun rischio. Per chi fosse colto da dubbi, o avesse acquistato magari animali da fiere o mercati, meglio un viaggio tranquillizzante dal veterinario che non disfarsi dell’animale in modo incontrollato. Per chi ha voliere in esterno, detto che i piccioni non costituiscono un pericolo, si possono per precauzione aumentare le barriere fisiche tra specie domestiche/selvatiche: basterà dotare le voliere di una doppia rete protettiva. GITA AL LAGO: Non esiste in letteratura un solo caso di trasmissione del virus da animale selvatico all’uomo. Frequentare stagni o laghi e zone umide non ci espone assolutamente a nessun rischio.
– I CIGNI: sono animali solitari, i contatti con altre specie sono minimi. Non allontanate o spaventate cigni, si provocherebbero comportamenti anomali o la loro dispersione incontrollata, mentre gli habitat fungono invece da barriera alla diffusione. Nessun allarmismo in caso di cigno trovato morto (al di là dell’ovvia precauzione di non toccarlo): moltissimi animali muoiono per saturnismo (ingestione di pallini di piombo da caccia, è la prima causa di morte per i cigni) o per l’impatto con le linee elettriche.
IL VIRUS: In Italia è confinato ad una sola specie di provenienza da est, ma la diffusione è assai improbabile e la resistenza del virus in ambiente non è illimitata. In genere la malattia si autoestingue, il contagio da specie a specie è rarissimo: anche per i virus poco patogeni è difficilissimo trovare una strada di uscita. In due anni di ricerche abbiamo monitorato l’eventuale relazione del virus con i fagiani, che pure vivevano a stretto contatto con specie infette ed abbiamo verificato che, non si sono mai infettati.

 

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