MDC: “Dissentiamo dal ministro Turco e siamo per la vendita farmaci nei supermercati”

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"Ci stupisce che l’onorevole Livia Turco ieri si sia schierata dalla parte di quella che è una vera e propria casta professionale, dicendosi contraria alla vendita dei farmaci di fascia C nei supermercati, anziché valutare in modo serio il peso della spesa farmaceutica, che opprime ogni giorno di più i cittadini e potrebbe essere alleggerito da una maggiore concorrenza nel mercato".

A dichiararlo è il Movimento Difesa del Cittadino (MDC), che aggiunge: "Il Ministro chieda piuttosto a Federfarma quanto sta spendendo per la campagna pubblicitaria contro i farmaci nei supermercati. Invece di tutelare la salute dei cittadini in modo concreto, la federazione dei farmacisti spende milioni di euro in campagne pubblicitarie che hanno il solo scopo di mantenere le proprie posizioni di privilegio".

"Le farmacie sono diventate dei veri e propri "bazar", – continua il Movimento Difesa del Cittadino (MDC) – che mettono in vetrina anzitutto i prodotti contro cellulite o dimagrimento, spesso oggetto di provvedimenti per pubblicità ingannevole da parte dell’Autorità Antitrust, giocattoli, prodotti di bellezza e calzature, che ingombrano ormai buona parte degli scaffali. Se i farmacisti vogliono difendere l’esclusività della vendita dei farmaci, devono rinunciare a tutte le altre merci varie".

"Auspichiamo che il tavolo di confronto con tutte le rappresentanze sociali annunciato oggi dal Ministro della Salute serva a chiarire le incoerenze che contraddistinguono il settore farmaceutico: se Federfarma o l’onorevole Livia Turco temono che con la vendita nei supermercati aumenti il consumo dei farmaci da banco, non si capisce davvero perché non protestino contro le massicce e dispendiose campagne pubblicitarie che da sempre vengono fatte in Tv nelle ore più costose per questo tipo di farmaci (tipo Moment, Viamal e analgesici vari…)".

"La vendita dei farmaci da banco nei supermarket, sotto la vigilanza di personale specializzato, è stata chiesta non solo dall’Autorità Garante per la concorrenza e dalle associazioni dei consumatori come la nostra, ma anche dalle centinaia di migliaia di cittadini che hanno firmato la proposta della COOP".

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