MINORI. In Piemonte un fondo regionale per il sostegno alle vittime di pedofilia

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La Giunta regionale piemontese ha approvato, nella sua ultima seduta , i criteri di accesso al Fondo regionale per il sostegno alle vittime di pedofilia, che ammonta a 250.000 euro.
Il provvedimento ha ottenuto il parere unanime e favorevole della Conferenza Permanente Regione- Autonomie locali e della IV commissione consiliare regionale.

"Questo fondo – afferma l’Assessore Regionale al Welfare e Lavoro, Teresa Angela Migliasso – è stato istituito dal Consiglio regionale in sede di Bilancio di Previsione ed è anche grazie all’impegno e alla sensibilità delle Consigliere e dei Consiglieri che siamo riusciti a renderlo operativo e disponibile in tempi brevi".

"Si tratta – prosegue Migliasso – di una misura che mira a potenziare gli interventi di rete a sostegno delle famiglie, attivati dai Servizi socio-sanitari competenti, in collaborazione con le Equipes Multidisciplinari per la presa in carico dei casi di abuso sui minori".
In particolare, la Regione ha individuato quali destinatari dei contributi i Soggetti gestori delle funzioni socio-assistenziali che, nel periodo 1° luglio 2005 – 30 giugno 2006, abbiano realizzato interventi di sostegno a nuclei familiari al cui interno si è verificato un episodio di pedofilia.

Con il Fondo verranno ammessi a contributo i seguenti interventi:

A) sostegno economico e finanziario delle famiglie all’interno delle quali si è verificato l’episodio di violenza e da cui, per effetto di provvedimento giudiziario, è stato allontanato il soggetto che provvede al mantenimento;

B) sostegno economico e finanziario delle famiglie che, al di fuori del caso di cui alla lettera a), dimostrino l’esigenza di cambiamento di residenza ai fini del recupero psico-fisico del minore. Rientrano in questa seconda tipologia, i casi per i quali sia stata inoltrata una denuncia o segnalazione da parte dei Servizi all’Autorità Giudiziaria per episodi di presunta pedofilia.

Le istanze di contributo dovranno essere presentate dai Soggetti gestori delle funzioni socio-assistenziali secondo le modalità che saranno stabilite con apposito provvedimento della Direzione Regionale Politiche Sociali.

 

 

 

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