NO PROFIT. ACLI: un testo unico di riordino per associazionismo e Terzo settore

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Riordinare e armonizzare in un unico testo le diverse normative riguardanti l’associazionismo e il terzo settore, dal volontariato alle associazioni di promozione sociale alla cooperazione internazionale. E’ la proposta che le Acli hanno avanzato questa mattina a Roma nel corso della presentazione del IX Rapporto Iref sull’Associazionismo Sociale, davanti al ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero e al vicepresidente del Consiglio Francesco Rutelli, il quale ha annunciato per gennaio l’avvio di un Tavolo di confronto tra il Governo e i rappresentanti del Terzo Settore.

A quel Tavolo le Acli si presenteranno con una proposta di modifica della legislazione che mira ad individuare tre diversi soggetti, tre tipologie di forme associative: le associazioni "a solidarietà prevalente" operanti sul territorio nazionale, che sarebbero le ex organizzazioni di volontariato; le associazioni a solidarietà prevalente operanti fuori dal territorio nazionale, cioè le ex associazioni di cooperazione internazionale; infine, le associazioni "a mutualità prevalente", vale a dire le ex associazioni di promozione sociale.

La differenza tra le prime due tipologie e la terza sta nell’orientamento operativo, che è rivolto prevalentemente al di fuori della compagine associativa nei primi due casi, mentre è rivolto in prevalenza all’interno della propria membership – soci, associati, affiliati, aderenti – nel terzo caso. Su questa base può essere prevista una serie di misure incentivanti e di agevolazioni fiscali per gradienti, in ragione dell’utilità sociale (valenza pubblica, benessere collettivo) delle attività da esse svolte.

Tra le conseguenze di questo nuovo ordinamento, nelle intenzioni delle Acli: l’unificazione dei Registri ed Albi (nazionali, regionali, provinciali, ecc.) oggi vigenti per le organizzazioni di volontariato, per le associazioni di cooperazione internazionale e per le associazioni di promozione sociale, in un unico registro dei soggetti associativi. L’unificazione degli Osservatori (nazionali e regionali) attualmente esistenti (volontariato e associazionismo di promozione sociale) in un unico Osservatorio dei soggetti associativi. L’ampliamento dei soggetti a cui sono indirizzati i servizi dei Centri di servizio per il volontariato e quindi di coloro che possono beneficiare dei fondi messi a disposizione da parte delle Fondazioni di origine bancaria.

Secondo il presidente delle Acli Andrea Olivero le misure proposte "contribuiranno a far diventare il terzo settore un vero soggetto di sviluppo non solo del welfare ma anche dell’economia del Paese".

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