Piemonte: abitazioni di montagna, un sostegno alle ristrutturazioni
Favorire il recupero del patrimonio edilizio nei Comuni montani: è questo l’obiettivo della proposta di legge regionale piemontese presentata dal gruppo di Forza Italia, primo firmatario il consigliere Giuliano Manolino, che punta a contrastare lo spopolamento e abbandono delle vallate alpine, e anzi vuole contribuire ad attrarre nuova popolazione delle aree montane.
"Purtroppo – spiega Manolino – in nome della razionalizzazione i centri montani vengono privati di molti servizi pubblici, e ciò rende più difficoltoso vivere in queste località. Anche il recupero delle costruzioni esistenti incontra numerosi problemi di natura regolamentare e finanziaria, cui consegue un depauperamento dei valori architettonici tradizionali delle vallate piemontesi. I grave rischioè rappresentato dalla desertificazione, che significa anche mancato presidio del territorio".
La proposta di legge prevede dunque l’intervento di recupero degli immobili aventi caratteristiche montane, sia di carattere abitativo che di originaria destinazione agricola, nell’intento di non modificare le caratteristiche originali, anche di materiali impiegati, siano essi legno, pietrame di diverso tipo, murature a vista o intonaci grezzi.
In considerazione dei recenti, rilevanti esodi dalla montagna, la legge ripropone di consentire il recupero anche delle strutture realizzate negli anni Sessanta, e quindi di prendere a riferimento l’anno 1967, in quanto periodo temporale utilizzato anche a livello nazionale per la convalida delle costruzioni in sanatoria.
Quanto ai finanziamenti, la legge assegna una dotazione annua di 7 milioni 749mila euro già a partire del 2005. E’ previsto un contributo in conto capitale sino al 25% delle spese sostenute, e con un limite massimo di contribuzione di 25.823 euro per ciascun intervento e per ciascun richiedente. Oppure può essere assegnato un contributo una tantum e non cumulabile, per soggetti che siano presenti in più interventi ammessi, anche se con partecipazioni diverse di proprietà sugli immobili oggetto di intervento.
Oltre ai contributi ai singoli proprietari verranno stipulate apposite convenzioni tra la Regione Piemonte e gli istituti di credito, affinché ai soggetti beneficiari possano essere erogati mutui agevolati a tasso fisso, e in tal caso la Regione interviene con una contribuzione per abbassare di almeno due punti percentuali il tasso ordinario abitualmente praticato dalle banche.
Quanto alle modalità di erogazione dei contributi per accelerare l’iter burocratico, si prevede di responsabilizzare le Comunità Montane, che più da vicino possono svolgere opera di controllo diretto sulle realtà esistenti, sulle conformità ai piani regolatori comunali e anche sulle reali entità degli interventi proposti.
Il gruppo di Forza Italia, sempre su iniziativa del consigliere Manolino, ha presentato anche una seconda proposta di legge, per ampliare la possibilità di recupero abitativo dei sottotetti, già prevista dalla legge 21/98, anche alle abitazioni costruite in data successiva all’agosto 1998, purchè sia trascorso almeno un anno dall’ultimazione dei lavori.
"E’ una proposta – aggiunge Manolino – che nasce dalla necessità di estendere la validità della legge anche alle costruzioni più recenti, dal momento che la norma è stata molto utilizzata dai cittadini piemontesi in ogni Provincia. Man mano che passa il tempo, sempre più sono le esigenze di recupero dei sottotetti ai fini abitativi, che devono trovare la giusta disponibilità legislativa in quanto soddisfacimento di ulteriori necessità, come l’alloggio per genitori o suoceri anziani, la nascita di altri figli, la diversa distribuzione interna con nuovi locali".
