PREZZI. Benzina, picco a 1,45 euro a litro. Protesta dei Consumatori

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Continua la lunga rincorsa al caro benzina che oggi raggiunge l’ennesimo picco: un litro di benzina senza piombo può costare fino a 1,45 euro. "Non va meglio a chi possiede un’automobile con motore diesel. In questo caso il prezzo del gasolio ha abbondantemente sfondato il muro dell’1,20 euro al litro" denuncia l’Unione Nazionale Consumatori, spiegando che "questi nuovi aumenti arrivano in un momento particolarmente tranquillo per il mercato internazionale".

"Negli Stati Uniti, infatti – continua la nota dell’UNC – l’amministrazione ha riferito un inatteso incremento delle riserve di petrolio, interrompendo la tendenza al rialzo del prezzo al barile. In questa fase di particolare incertezza economica, l’unico a rimetterci appare proprio il consumatore italiano; secondo alcune stime diffuse dall’Unione europea, un litro di benzina sul nostro territorio costa, al netto delle tasse, 0,56 euro".

"Un dato inferiore, a livello europeo, solo alla Danimarca dove per un litro di verde il guadagno è di un centesimo maggiore. Più bassi i ricavi delle altre nazioni europee: la Germania si ferma a 0,49, la Francia a 0,51, la Gran Bretagna a 0,45 e la Spagna a 0,54. Per quanto riguarda il gasolio, invece, l’Italia conferma il secondo posto, con un ricavo netto di 0,58 euro al litro, questa volta dietro alla Grecia che detiene il primato con 0,59".

"Non si può andare avanti così, è ormai improrogabile un intervento che ponga un freno a questa situazione – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef che aggiungono – E’ indispensabile un incontro con i petrolieri, nel quale definire una soluzione a questa situazione intollerabile, che pesa sulle tasche degli automobilisti per oltre 254 euro annui. A tal fine ribadiamo la necessità di manovre urgenti:

  • per sterilizzare gli aumenti dell’IVA, attraverso la realizzazione di un’Accisa mobile (tassa che invece, attualmente, è fissa, pari a 56 centesimi litro), per non far aumentare continuamente la tassazione;
  • per incrementare la distribuzione attraverso il canale delle "pompe bianche", grazie alle quali è possibile risparmiare fino a 7-8 centesimi al litro. La diffusione sul territorio dei distributori indipendenti, infatti, è ancora irrisoria, per questo, da sempre, oltre a promuoverli mettendo a disposizione gratuitamente, da oltre 2 anni, un elenco di tali distributori sul nostro sito, sosteniamo che il loro numero debba essere incrementato, raggiungendo almeno il 10% dell’intera rete.

"Ma, l’intervento in tema di carburanti – concludono Federconsumatori e Adusbef – non deve certo esaurirsi con tale manovre. Queste rappresentano un primo passo, che dovrà poi proseguire con l’istituzione di una Commissione di Controllo sulla doppia velocità, con la razionalizzazione della rete e con la definitiva eliminazione di ogni ostacolo burocratico alla piena liberalizzazione di tale settore.

"La verde è aumentata del 18,2% rispetto allo scorso anno, con il risultato che per un pieno occorrono in media 11 euro in più". Lo denuncia l’Adoc esprimendo apprezzamento per l’intervento del sottosegretario allo Sviluppo economico Saglia, che ha ventilato la possibilità di una sterilizzazione dell’Iva.

"Abbiamo apprezzato la volontà del sottosegretario Saglia di voler sterilizzare l’Iva – dichiara Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc – auspicando che questa volta la promessa si realizzi concretamente, dato che è il quarto governo che promette un intervento sull’Iva come misura contro il caro carburanti. Ma crediamo che questo tipo di intervento, da solo, non basti – continua Pileri auspicando anche un taglio delle accise introdotte per eventi eccezionali dal 1935 al 2004 e poi rese permanenti.

"Per combattere sistematicamente il caro carburanti crediamo sia necessario, inoltre, sviluppare la rete dei distributori "no brand" e dare la possibilità di vendere anche prodotti "non-oil" ai distributori tradizionali, il cui numero sul territorio è sufficiente ma può essere anche aumentato. In questo modo si incentiverebbe la concorrenza, con ricadute positive per i consumatori, in quanto si creerebbero le condizioni per un ribasso del prezzo finale della benzina. In ultima analisi, abbiamo apprezzato anche la decisione, da parte della Commissione straordinaria per il controllo sui prezzi e sulle tariffe del Senato, di convocare i petrolieri. Come Adoc saremmo interessati e disponibili ad essere sentiti su un tema cruciale per l’economia dei consumatori."

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