PREZZI. Carburanti, aumenti alla pompa. La Procura di Lecce apre un’inchiesta
Il prezzo dei carburanti continua ad aumentare a fronte di una netta diminuzione delle quotazioni internazionali dei prodotti petroliferi. E’ una situazione che si è protratta per tutto il mese di agosto e ci accompagnerà, probabilmente, per tutto l’autunno. "Per quanto la settimana si sia chiusa con il segno meno sui mercati internazionali dei prodotti petroliferi, gli aumenti accumulatisi nei giorni precedenti continuano a dispiegare i propri effetti sui prezzi alla pompa".
E’ quanto scrive in una nota Staffetta Quotidiana, che monitora quotidianamente i prezzi dei carburanti. Oggi ad aumentare i prezzi consigliati è Q8, che ha aggiunto 0,5 centesimi al litro sulla benzina (1,618 la media nazionale) e ben 1,5 centesimi al litro sul gasolio (1,501 euro/litro la media nazionale). Ferme le altre compagnie. La media nazionale tra i diversi marchi per la benzina resta invariata a 1,609 euro/litro, mentre quella del gasolio sale di 2 millesimi a 1,490 euro/litro.
Federconsumatori e Adusbef tornano a denunciare: "Niente di nuovo sotto il sole, purtroppo. Questa è solo l’ennesima conferma di un meccanismo speculativo ed intollerabile che va avanti ormai da anni: i prezzi si adeguano immediatamente al rialzo, ma mai al ribasso". "Qualsiasi sia la quotazione presa come riferimento, la questione non cambia – dichiarano i Presidenti delle Associazioni, Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti – Anche guardando al confronto con le quotazioni del Brent registrate nei mesi passati i conti non tornano: a parità di quotazione con il periodo febbraio-marzo, e calcolando il dovuto adeguamento dovuto al cambio €/$, il prezzo attuale continua a risultare ben al di sopra di quanto dovrebbe".
Le Associazioni, oltre alle volontà speculative di chi opera nel settore, criticano le misure inappropriate del Governo che ha aumentato ben due volte l’accisa sui carburanti. Attualmente, quindi, gli automobilisti italiani pagano un sovrapprezzo di 10-11 centesimi al litro. "Sovrapprezzo che non ricade sulle tasche dei cittadini solo in maniera diretta, per i pieni di carburante, ma anche, in maniera indiretta, sulla determinazione del tasso di inflazione (che, anche a causa di questo andamento, ha raggiunto ormai livelli record), per un totale che (tra costi diretti ed indiretti appunto) si aggira intorno ai 240 euro annui".
Federconsumatori e Adusbef ricordano che, insieme alle associazioni del settore, hanno presentato una proposta di legge per sbloccare una volta per tutte le liberalizzazioni di cui questo comparto ha fortemente bisogno, grazie alle quali si potrebbero risparmiare anche 8-9 centesimi al litro.
Intanto al Sud, dove i prezzi sono ancora più alti della media nazionale e dove da tempo si denuncia una forte speculazione in atto, la Procura di Lecce ha aperto un’inchiesta per il reato di "rialzo e ribasso fraudolento di prezzi sul pubblico mercato o nelle borse di commercio". La denuncia, che ha portato all’apertura di un fascicolo d’inchiesta, è partita da Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale "Tutela del Consumatore" dell’Italia dei Valori e fondatore dello "Sportello dei diritti". "L’iscrizione nel registro delle indagini – ha commentato Giovanni D’Agata – pur trattandosi di un atto dovuto, lascia sperare che finalmente la magistratura potrà verificare ed eventualmente accertare eventuali anomalie a danno dei consumatori nella formazione dei prezzi di benzina e gasolio. In caso positivo, lo "Sportello dei Diritti" è già pronto a costituirsi parte civile per tutelare le ragioni dei consumatori contro un fenomeno, quello del "caro carburanti" che appare anche ai non addetti del settore assai torbido e di difficile comprensione specie alla luce dei contestuali ribassi a livello internazionale del costo del petrolio a barile".
