PUBBLICITA’ INGANNEVOLE. Corsi di giornalismo, Antitrust condanna messaggi pubblicitari
Su istanza dell’Ordine dei giornalisti dell’Umbria, l’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha riconosciuto come "pubblicità ingannevole" i messaggi diffusi su alcune testate relativi a presunti corsi di giornalismo che avrebbero consentito l’accesso all’albo dei giornalisti e perfino l’eventuale ingresso lavorativo all’interno di redazioni.
L’iniziativa dell’Ordine umbro – illustrata stamani in conferenza stampa dal presidente, Dante Ciliani, e dai consiglieri – "tende a tutelare i giovani interessati al regolare accesso alla professione, che in molti casi verrebbero invece indotti in errore da allettanti scorciatoie non conformi alle leggi". Su questo aspetto lo stesso Ordine umbro "ha già interessato la Procura della Repubblica – ha spiegato Ciliani – per le iniziative del caso e sta approfondendo la propria verifica al fine di individuare eventuali responsabilità deontologiche di iscritti".
In particolare – è stato spiegato nella conferenza stampa – l’Ordine dei giornalisti dell’Umbria "ha avuto segnalazione rispetto ad alcuni casi nei quali aspiranti pubblicisti sono indotti ad iscriversi a corsi che garantirebbero l’ accesso alla professione dietro il corrispettivo di somme consistenti, parte delle quali restituite come pseudo-retribuzioni necessarie a corredare la regolarità delle domande di iscrizione". Secondo l’ Ordine umbro, "simili vicende vengono alimentate anche dai gravi ritardi del legislatore nella riforma di una legge, quella che regolamenta l’ attività del giornalismo, che risale ad oltre quarant’anni fa".
