Nelle campagne italiane sono nati i Farm Hospital convenzionati con centri di recupero, strutture per la terza età, carceri e istituzioni sanitarie che riconoscono gli effetti positivi di un periodo di vacanza e di cura in una azienda agricola che, con le sue molteplici attività, offre attraverso pratiche quali l’ortoterapia e la cura degli animali stimoli nuovi soprattutto a soggetti particolari quali gli anziani, i diversamente abili e le persone che devono recuperare la piena forma fisica o psicologica dopo periodi di malattia. E’ quanto afferma Coldiretti nel sottolineare che il soggiorno in fattoria può favorire la ripresa di interesse e la voglia di partecipare alla vita attraverso l’apprendimento dei cicli biologici e naturali, con il sostegno concreto, nella riscoperta dei sensi e nello sviluppo di nuove abilità, degli agricoltori che diventano autentici "maestri" che trasmettono il gusto delle conoscenze, ma anche "tutor" nello sviluppo della manualità.

Se il famoso detective Nero Wolfe, nato dal genio dello scrittore americano di gialli Rex Stout, riusciva a concentrarsi e a risolvere i casi più difficili solo nella sua serra, coltivando superbe orchidee, anche la coltivazione di fiori meno esotici o in un piccolo orto di pomodori o fagiolini può dunque mettere in atto positivi risultati sul piano psicologico oltre che su quello fisico. Ci sono aziende agricole specializzate nella cura di malati con deficit psicofisici attraverso la pratica della pet therapy, una terapia finalizzata a migliorarne la condizione attraverso la vicinanza e la cura degli animali. Numerosi studi – prosegue Coldiretti – hanno dimostrato che il contatto con gli animali può migliorare la salute mentale sconfiggendo la solitudine e consentendo loro di socializzare e ricevere input e sollecitazioni nuove.

Lo scopo terapeutico del soggiorno in campagna può variare dal trascorrere una piacevole giornata svolgendo qualche attività, alla terapia, fino alla formazione per la reintegrazione nel mercato del lavoro. L’esperienza generale insegna che il ritmo naturale della vita agreste, il lavoro fisico, il fare parte di un piccolo nucleo di tipo familiare, il contatto con piante, animali ed elementi basali della vita hanno un effetto terapeutico benefico.
Tra le prime interessanti iniziative, quelle in atto a Roma dove la Coldiretti sta organizzando progetti basati sull’ortoterapia destinati alla scuola e agli ospedali psichiatrici per persone con deficit psicofisici. A Vicenza numerose "fattorie sociali" hanno sottoscritto, con l’assistenza della Coldiretti, specifiche convenzioni con il locale sistema sanitario pubblico per l’inserimento lavorativo di persone diversamente abili.

Tra le fattorie sociali che si differenziano in grandezza ed attività ci sono aziende agricole di allevamento con bovini, maiali, avicoli; aziende di orticoltura e fattorie miste. Le aziende che accolgono i soggetti diversamente abili si impegnano a seguire le persone loro affidate secondo un programma concordato con personale medico specialistico. Alcune aziende agricole – evidenziano i coltivatori- svolgono attività sociale d’intesa e in collaborazione con cooperative sociali, con scuole materne, con istituti pubblici o privati che si occupano dell’assistenza agli anziani. Significative sono le esperienze di inserimento nel mondo del lavoro di ex detenuti, di giovani che hanno avuto problemi con la droga e che ritrovano nel contatto con la natura un nuovo equilibrio, di non vedenti che con l’aiuto di personale specializzato e sotto il controllo degli imprenditori, hanno, via via, imparato a muoversi in situazioni ambientali nuove e a recuperare maggiore fiducia in se stessi. Ci sono aziende che stanno strutturando laboratori sensoriali adeguati a utenti con disabilità motorie e visive.

La combinazione di agricoltura e funzione sociale in fattoria – conclude la Coldiretti – contribuisce altresì alla diversificazione della produzione agricola, offre nuove opportunità per gli agricoltori e per le aree rurali interne dove mancano reali alternative occupazionali.

 

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