Salute: presentate linee guida europee per malati di cancro
"Le risposte date finora a livello sanitario, economico e sociale ai malati di cancro sono state inadeguate. Basti pensare che con una corretta azione di diagnosi precoce e prevenzione si riuscirebbe a far salire all’80% il tasso di guarigione, che ora è del 53-55%. Lo Stato e le Regioni dovrebbero lavorare insieme per poter assicurare al malato oncologico principalmente tre diritti: non soffrire, mantenere la propria dignità durante la malattia e non essere trattati come cavie". Questa l’opinione di Francesco Schittulli, presidente della Lega italiana per la lotta contro i tumori (Lilt) nel corso del convegno in cui sono state presentate le linee guida europee per i malati di tumore, approvate ad Atene lo scorso anno.
Molte associazioni dei malati chiedono risposte diverse da quelle date finora, che vadano oltre le terapie. "Se è vero che il 50% dei malati di cancro riesce oggi a guarire, è anche vero che l’altro 50% diventa un malato cronico o sopravvive con delle disabilità più o meno grandi – ha aggiunto Francesco De Lorenzo, presidente della Favo (Federazione associazioni volontariato in oncologia) – La terapia non è più sufficiente a coprire le esigenze degli ammalati oncologici. Servono nuove tutele giuridiche per quella che ora rappresenta la nuova disabilità di massa e che non può essere risolta con lo strumento dell’invalidità civile. Per questo l’associazione italiana malati di cancro-Aimac e la Lilt si stanno attivando per promuovere in Italia le linee guida europee per i malati di tumore, elaborate dall’European cancer leagues, cui fanno capo 39 organizzazioni di 27 Paesi".
Le linee guida presentate oggi sono frutto del lavoro di oltre due anni e fra i punti principali ci sono lo screening e la diagnosi precoce, la riduzione delle liste d’attesa, il diritto del malato a decidere sul suo piano terapeutico, il consenso informato, il sostegno psicologico al malato e alle famiglie, un approccio globale alla riabilitazione, l’accesso alle cure palliative e la partecipazione attiva delle associazioni di volontariato. "In Italia una persona su 220 è colpita ogni anno dal cancro. In Europa, dove i casi di tumore diagnosticati nel 2004 sono stati quasi tre milioni – ha concluso De Lorenzo – i malati hanno una grande forza, perché comuni sono i loro problemi. Il cancro si può sconfiggere se si consente al malato di vivere da protagonista la sua lotta e assicurandogli nuove tutele giuridiche".
