SALUTE. Trapianti: aumentano del 30% scambi organi con resto d’Europa

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"L’Italia è cresciuta come trapianti e i dati del 2006 ci confermano che siamo al secondo posto in Europa e per molti versi migliori anche degli Stati Uniti". A dirlo Nanni Costa, direttore delCentro nazionale trapianti che ha presentato il bilancio del primo anno di vita dell’Istituto presso il Policlinico Umberto I di Roma. "Abbiamo aumentato il numero dei trapianti e al tempo stesso sviluppato una rete che per molti aspetti è la migliore al mondo, soprattutto per quel che riguarda i trapianti di fegato e intestino, in età pediatrica, in regime di urgenza e sui pazienti malati di Hiv. Grazie all’Ige lo scambio di organi, che non vengono usati da noi, sono utilizzati in altri paesi europei o trapiantati nelle nostre strutture su pazienti stranieri. Un’attività che ha registrato un incremento del 30% grazie all’attività dell’Ige in questo ultimo anno".

A tracciare il bilancio di questo primo anno è Renzo Pretagostini che ha registrato: "A partire dal 4 aprile del 2005 l’Ige ha gestito un totale di 313 contatti, sia in regime programmato che d’urgenza. Su 274 organi offerti dall’estero, l’Italia ha potuto accettarne e trapiantarne 45, mentre su 29 organi donati dall’Italia, ne sono stati accettati 8 dai paesi esteri. Gli organi maggiormente offerti dall’estero sono stati cuore, fegato e rene, e la maggior parte dei donatori, su un totale di 156, era di età adulta".

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