SCUOLA. Sicurezza edilizia, è ancora emergenza. Dossier FLC-CGIL

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"La scuola italiana sul versante della sicurezza non e’ affatto in regola e in gran parte delle nostre strutture scolastiche si studia e si lavora in ordinaria insicurezza”. E’ quanto afferma la FLC-CGIL nel ”Dossier sullo stato dell’edilizia scolastica. Ovvero storie di ordinaria insicurezza”, in cui appunto il sindacato denuncia il sussistere di una situazione di emergenza, a tre anni dalla tragedia di San Giuliano di Puglia, dove il crollo della scuola Jovine causò la morte di 27 bambini e un’insegnante.

Il sindacato afferma che da quel tragico 31 ottobre 2002, è stato fatto ben poco per mettere a norma gli edifici scolastici. ”Le risorse stanziate destinate all’edilizia scolastica e all’applicazione del D.Lgs 626 nella scuola sono risultate essere largamente inadeguate per far fronte all’intero fabbisogno – continua la FLC-CGIL – e gli stessi finanziamenti previsti per le scuole colpite da calamità naturali, come quelle del Molise, sono rimasti sulla carta e a tutt’oggi non sono ancora esigibili".

”L’unica iniziativa del Governo – denuncia ancora la FLC-CGIL – è stata quella di ricorrere ancora allo strumento della proroga spostando al 30 giugno 2006 la scadenza della messa a norma degli edifici scolastici per le sole opere già programmate. Rimane da capire cosa accadrà alle strutture scolastiche non a norma e non coperte dalla proroga".

Inoltre il sindacato afferma che "nell’ipotesi di legge finanziaria presentata dal Governo nei giorni scorsi il capitolo sicurezza nelle scuole e edilizia scolastica risulta vuoto. Questa situazione, unitamente ai tagli agli enti locali, farà paurosamente precipitare la situazione a tal punto da mettere in discussione e compromettere, nelle realtà già critiche, la stessa attività scolastica".

Secondo i dati di un’indagine Miur del 2002, il 33,12% degli edifici scolastici ha bisogno di urgente manutenzione. I dati più eclatanti del Miur affermavano che il 57% degli edifici non ha il certificato di agibilità statica, il 57,35% è privo di certificato di agibilità sanitaria, il 70,33% presenta barriere architettoniche, nel 16,38% è certificata la presenza di amianto e ben il 33,71% è situato in zone a rischio sismico. Nel dossier, la FLC-CGIL ricorda anche che "gli infortuni censiti dall’Inail sono in costante aumento, tanto che nel 2004 sono cresciuti del 10% rispetto all’anno precedente. "Nella passata legislatura – aggiunge ancora il sindacato – il governo aveva cercato di porre rimedio ad una situazione già allora confusa e disastrosa e con Carta 2000 vennero poste le condizioni per l’affermazione nella scuola di quella cultura della sicurezza indispensabile per una crescita civile di un paese. Ma il confronto tra quanto stanziato in questa legislatura con quello effettuato nella precedente, evidenziano un progressivo e tendenziale disimpegno dell’intervento dello Stato".

"Del resto i continui tagli di risorse effettuati dal Governo nei confronti degli enti locali – prosegue FLC-CGIL – non hanno certo favorito o implementato una loro adeguata iniziativa tesa a bonificare la situazione. A tal proposito va ricordato che nell’ultimo triennio l’impegno dello stato ha coperto solo il 15% del totale degli investimenti effettuati dai comuni e dalle province".

"Nell’attuale discussione della legge finanziaria -conclude infine il sindacato – questo circolo vizioso sembra destinato a riproporsi in tutta la sua drammaticità Rendere sicure le nostre scuole, tutelare la vita e la salute degli studenti e del personale, e’ un dovere dello Stato. Il Governo, il Ministro dell’Istruzione e tutte le altre istituzioni dovrebbero tenere bene a mente che non si tratta di un optional ma di un obbligo sancito dalla stessa Costituzione di questa Repubblica".

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