Disturbi alimentari, verso la Giornata del fiocchetto lilla

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Anoressia, bulimia, binge eating: l’Istituto superiore di sanità lancia un progetto per monitorare i disturbi alimentari. Il 15 marzo la Giornata del fiocchetto lilla

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Disturbi alimentari, il 15 marzo la Giornata del fiocchetto lilla (Foto Mikhail Nilov per Pexels)

I disturbi alimentari sono complessi e scattano in età sempre più precoce. I disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (DNA) sono un problema di salute pubblica globale che coinvolge, in Italia, più di tre milioni di persone con un impatto rilevante sulla qualità della vita dei pazienti e delle loro famiglie. Il 15 marzo è la Giornata nazionale del fiocchetto lilla e per l’occasione il Ministero della Salute ha lanciato la campagna di sensibilizzazione “Nessuno ti può giudicare. La vita non è un peso”. Poiché siamo in periodo pre-elettorale, lo spot tv e il radio comunicato della campagna con la firma del Ministero saranno diffusi nel periodo successivo al referendum.

Secondo i dati presenti sul sito della Fondazione Fiocchetto Lilla in Italia ci sono 4 milioni di persone affette da disturbi del comportamento alimentare (dati 2023) con 3.780 persone morte nel 2023, un aumento della patologia di quasi il 40% rispetto al 2019 e un’incidenza rilevante nella fascia di età che va dai 9 ai 12 anni.

Patologie complesse

In Italia l’Istituto superiore di sanità cura una piattaforma dedicata ai disturbi alimentari.

I comportamenti tipici di chi soffre di DNA variano dall’eccesso di assunzione di cibo (bulimia), alla restrizione dell’alimentazione, fino al digiuno (anoressia nervosa) all’assunzione incontrollata di cibo (binge eating). Fra le forme più note e frequenti dei disturbi dell’alimentazione ci sono dunque anoressia e bulimia nervose, disturbo evitante/restrittivo dell’assunzione di cibo, binge eating disorder. E si intrecciano spesso con disturbi d’ansia o disturbi depressivi; possono esserci comportamenti auto-aggressivi, come gli atti autolesionistici, o veri e propri tentativi di suicidio.

Stigma e pregiudizio, ancora troppo spesso collegati al disagio psichico, contribuiscono al ritardo nell’accesso alle cure. I messaggi della campagna lanciata quest’anno dal Ministero della salute per la giornata del Fiocchetto lilla vogliono appunto contrastare stigma e pregiudizi e ricordare che i disturbi della nutrizione sono patologie complesse, che richiedono ascolto, cura e supporto professionale.

Monitorare i disturbi alimentari

Secondo l’Istituto superiore di sanità in Italia “non esistono dati certi di prevalenza nazionali sui disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (Dna), ma solo dei trend”. E sono in aumento.

Ha preso così il via un progetto che entrerà nella fase operativa nelle prossime settimane, annunciato in occasione della Giornata del fiocchetto lilla, che punta al monitoraggio dei disturbi alimentari.

Il progetto si chiama “Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione: monitoraggio epidemiologico del fenomeno per l’intercettazione precoce e una presa in carico tempestiva” e prevede l’uso della piattaforma dell’ISS già attiva per il monitoraggio dei centri dedicati sul territorio. L’analisi dei dati raccolti (quelli che vengono ad esempio dai ricoveri, dalle prestazioni sanitarie, dagli accessi al pronto soccorso e dai suicidi o tentati suicidi) consentirà di rilevare eventuali criticità nel percorso assistenziale.

“L’Istituto Superiore di Sanità – spiega Rocco Bellantone, presidente dell’Iss – vuole con questo inizio del monitoraggio fare un’azione concreta, di concerto col Ministero della Salute, per dare un’entità e una dimensione concreta al problema dei disturbi dell’alimentazione e nutrizione. Avremo uno strumento importante a disposizione per poter avere una mappa reale dei bisogni, intercettare precocemente questi disturbi e inserire chi ne è colpito in un processo di presa in carico multidisciplinare che abbia carattere stabile e continuativo”.

La mappa dei centri

A febbraio 2026 la mappatura dei Servizi territoriali dedicati ai disturbi della nutrizione e dell’alimentazione disponibile sulla piattaforma conta 232 strutture su tutto il territorio nazionale: 56 associazioni e 176 centri di cura, di cui 141 afferenti al Servizio sanitario nazionale e 35 al privato accreditato convenzionato.

Il 51% delle strutture prende in carico anche la fascia di età 7-12 anni e il 21% dei 6 anni o meno. I servizi offerti vanno dall’intervento psicoterapeutico e psicoeducativo a quello nutrizionale e farmacoterapeutico, fino alle attività ricreazionali o occupazionali e in alcuni casi l’offerta di scuola ospedaliera o a domicilio.

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