Plastic Overshoot Day, da domani il Pianeta non sa più gestire la plastica (Immagine generata dall'IA. Foto di Pete Linforth da Pixabay)

Il 5 settembre il Pianeta supera il limite sostenibile di quantità di plastica prodotta e gestita. È il Plastic Overshoot Day globale, il giorno in cui la produzione di rifiuti in plastica supera la capacità mondiale di gestirla e porta dunque all’inquinamento ambientale. Insomma: non siamo in grado di gestire bene la quantità di rifiuti in plastica che produciamo.

Il Plastic Overshoot Day è una data simbolica e cambia a seconda dei diversi, paesi perché dipende dalla capacità nazionale di gestire i rifiuti in plastica prodotti. In Italia il Plastic Overshoot Day cade il 22 ottobre, meglio rispetto alla media globale, ma peggio rispetto a Paesi come Germania e Spagna, che lo raggiungono a novembre, o Svizzera e Francia, dove la data slitta a dicembre.

La plastica finisce nell’ambiente e nel corpo umano

Dal 5 settembre, dunque, ogni oggetto in plastica prodotto nel mondo corre il rischio di essere disperso nell’ambiente. Sono circa 72,1 milioni di tonnellate di plastica, che secondo il Plastic Overshoot Day non saranno gestiti correttamente.

Significa che nel 2025 un impressionante 31,9% della plastica prodotta e usata verrà gestita male come rifiuto e finirà in natura, nell’acqua, nell’aria, nel suolo.

Inquinamento da plastica, crisi mondiale

Il Plastic Overshoot Day diventa allora una data simbolica sì ma drammatica, perché ricorda quanto sia urgente affrontare la crisi mondiale dell’inquinamento da plastica.

Anche perché la plastica è ovunque, nell’ambiente e nel corpo umano. Nel sangue e nel latte materno finiscono le microplastiche. Aumenta la preoccupazione per gli effetti di additivi e sostanze chimiche associate alla plastica. Diventano sempre più evidenti gli impatti della produzione, del consumo e dello smaltimento della plastica sul clima, sulla biodiversità e sul benessere umano.

«Governi, aziende e singoli individui devono collaborare per ridurre i rifiuti di plastica, potenziare le infrastrutture per la gestione dei rifiuti e adottare soluzioni più circolari che impediscano alla plastica di disperdersi e trasformarsi in inquinamento – spiega Eva Alessi, Responsabile Sostenibilità WWF Italia –La dispersione di plastica non è un problema solo per la natura, come si pensava un tempo. Sempre più evidenze mostrano conseguenze dirette anche per la salute umana: in alcune analisi sono stati rilevati fino a 7 grammi di microplastiche nel cervello umano, sollevando preoccupazioni su potenziali effetti neurologici. Le microplastiche sono state trovate nel sangue, nel latte materno, nel fegato, nei reni, nei polmoni e nella placenta suggerendo che possono attraversare barriere biologiche fondamentali. Alcuni additivi chimici usati nella plastica, come ftalati e bisfenolo A, sono associati a disfunzioni ormonali, infertilità e disturbi dello sviluppo nei bambini».

#PlasticFreeWeek

IL WWF chiede al Governo politiche che riducano l’impatto ambientale della plastica, favoriscano l’uso circolare, amplino la raccolta differenziata a tutti i settori produttivi ad alto consumo. Oggi, infatti, la raccolta si concentra esclusivamente sugli imballaggi, che rappresentano solo una parte della plastica in circolazione.

Il WWF propone inoltre l’introduzione di tasse sull’uso della plastica vergine, incentivi per soluzioni basate sul riutilizzo, e il potenziamento delle infrastrutture per la gestione dei rifiuti. Per sensibilizzare i cittadini a una migliore gestione della plastica, l’associazione promuove sui propri social la Plastic Free Week. La filosofia è quella delle 4R: Riduci, Riutilizza, Ricicla, Recupera.

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