Siccità e desertificazione, la crisi del clima mette a rischio l’acqua (fonte foto: pixabay)

La crisi climatica mette a rischio l’acqua. A oggi ci sono nel mondo oltre 2,3 miliardi di persone che affrontano situazioni di stress idrico, ovvero una condizione di scarsità in cui la richiesta d’acqua supera le risorse idriche disponibili. Entro il 2050, oltre tre quarti della popolazione mondiale potrebbe essere colpita dalla siccità. Sempre più persone vivranno in aree con estrema carenza d’acqua, fra cui si stima ci sarà un bambino su quattro entro il 2040.

A fianco dei dati diffusi dall’Onu, se si guarda alla sola Europa, il numero di persone che vivono in aree sotto stress idrico per almeno un mese l’anno potrebbe arrivare a 65 milioni in uno scenario di riscaldamento di 3°C, il che equivale al 15% della popolazione dell’UE. Se si restringe il campo sull’Italia, la cronaca ci restituisce oggi le immagini del Po in secca e dei fiumi che non portano più acqua.

Acqua a rischio per la crisi climatica

L’acqua è sempre più rischio a causa della crisi climatica, ricorda dunque Legambiente in occasione dell’odierna Giornata contro la desertificazione e la siccità.

«Le immagini di questi mesi dei fiumi in secca, la richiesta di razionamento acqua in 125 comuni italiani, e il possibile stato di emergenza per alcune regioni, è un grave segnale d’allarme», ricorda Legambiente, che torna a ribadire «l’urgenza di una gestione equa, razionale e sostenibile della risorsa idrica attraverso un approccio circolare. Servono interventi concreti da mettere in campo insieme ai piani di adattamento al clima, a più risorse su priorità ben definite e replicando le buone pratiche in atto sul territorio».

 

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Siccità e desertificazione, oltre 2 miliardi di persone in stress idrico (fonte foto pixabay)

Emergenza siccità e azioni per l’acqua

«L’emergenza siccità e la scarsità di acqua – dice Stefani Ciafani, presidente nazionale di Legambiente sono due problemi con i quali dovremo convivere. Per questo prima di tutto serve rivedere gli usi e i consumi, puntando ad una diminuzione di prelievi ed un efficientamento degli usi. Una siccità prolungata comporta danni diretti derivanti dalla perdita di disponibilità di acqua per usi civili, agricoli e industriali ma anche perdita di biodiversità, minori rese delle colture agrarie e degli allevamenti zootecnici, e perdita di equilibrio degli ecosistemi naturali».

Quali sono le azioni da fare a tutela dell’acqua? Legambiente stila una lista che comprende interventi strutturali per rendere efficiente il funzionamento del ciclo idrico integrato, che permetterebbe da un lato di ridurre le perdite di rete e dall’altro di poter riutilizzare le acque reflue depurate in agricoltura e nei cicli produttivi grazie anche alla separazione delle reti fognarie e all’investimento sullo sviluppo di sistemi depurativi innovativi e con tecniche alternative; misure di incentivazione e defiscalizzazione in tema idrico; l’obbligo di recupero delle acque piovane e installazione di sistemi di risparmio idrico; l’uso dei Criteri Minimi Ambientali nel campo dell’edilizia per ridurre gli sprechi; sistemi di recupero e riutilizzo delle acque.

Stress idrico, il rischio in Europa e nel Mediterraneo

L’associazione (report del 2021 “Il Clima è già cambiato”) ricorda inoltre che i cambiamenti climatici stanno accelerando il rischio desertificazione in intere regioni come Sicilia, Abruzzo e Molise.

L’acqua è messa a rischio dalla crisi del clima e ancora più persone potrebbero vivere in aree sotto stress idrico. Legambiente cita studi della Commissione europea che sottolineano il rischio per l’Europa e per il Mediterraneo. In Italia un quarto della popolazione è sottoposta a stress idrico.

«Il numero di persone che vivono in aree considerate sotto stress idrico per almeno un mese all’anno potrebbe passare dai 52 milioni attuali (11% della popolazione europea) a 65 milioni in uno scenario di riscaldamento di 3°C, il che equivale al 15% della popolazione dell’UE. La maggior parte delle persone esposte a stress idrico vive nei paesi dell’Europa meridionale, tra cui Spagna (22milioni; 50% della popolazione nazionale), Italia (15 milioni; 26%), Grecia (5,4 milioni; 49%) e Portogallo (3,9milioni; 41%). Le intere popolazioni di Cipro e Malta sono considerate in carenza d’acqua. Nel Mediterraneo il periodo di stress idrico può superare i 5 mesi e durante l’estate, lo sfruttamento dell’acqua può avvicinarsi al 100%».


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Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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