Siccità: Cia, agricoltura italiana a rischio. Necessaria riorganizzazione di interventi
Il 2005 rischia di divenire un altro anno negativo per l’agricoltura italiana e il pericolo è una perdita produttiva di oltre 1,5 miliardi di euro a causa della siccità. E’ necessaria quindi una riorganizzazione del sistema per garantire all’agricoltura continuità e l’efficienza produttiva. E’ quanto ha affermato la Cia (Confederazione italiana agricoltori) esprimendo la propria preoccupazione per i pericoli che corrono molte colture per la carenza di acqua e per i livelli dei fiumi, primo, fra tutti, il Po, e degli invasi idrici che si stanno abbassando sempre di più.
Secondo la Cia, la siccità, potrebbe causare danni pesantissimi alle produzioni tipiche della Pianura Padana e del Nord e a molte colture frutticole e orticole. Una situazione a limite di guardia che sta destando allarme e grande allerta tra gli agricoltori, che già hanno visto una drastica riduzione dei prezzi e dei loro redditi, anche a causa dei ridotti consumi di generi agroalimentari.
Si assiste – afferma la confederazione – ad una nuova eccezionale stagione siccitosa che, come è avvenuto nel 2003, affligge gran parte del Bacino del Po. Ciò riconferma, se ce ne fosse stato bisogno, che i problemi legati all’acqua non sono più episodici e saltuari, ma sono ricorrenti e, dunque, di natura strutturale. Per questo motivo – aggiunge la Cia – è necessaria una riorganizzazione complessiva del sistema, che va dal rinnovo, dal restauro e dalla manutenzione della rete idrica, ad una diffusione di tecniche per il risparmio e la riutilizzazione delle acque di scarico depurate, ad una razionalizzazione degli Enti gestori degli acquedotti. In particolare La Cia chiede l’immediata convocazione di un tavolo di confronto, con la partecipazione di tutti i soggetti interessati.
