SICUREZZA ALIMENTARE. Latte, controlli dall’Ue sulle pratiche anticoncorrenziali

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L’Italia, pur essendo tra i grandi Paesi produttori, è l’unico dove la Commissione Europea ha rilevato un aumento dei prezzi al consumo per latte e formaggi, secondo i dati a febbraio 2009. Il Commissario Europeo Mariann Fischer Boel ha presentato la proposta dell’istituzione di "un sistema di monitoraggio dei prezzi delle derrate alimentare al fine di accertare se non ci siano pratiche potenzialmente anticoncorrenziali nelle catena di distribuzione, in particolare del latte e dei prodotti lattiero caseari".

"In Italia – sottolinea la Coldiretti, impegnata in una mobilitazione nazionale – il latte viene pagato in media agli allevatori italiani 0,31 euro al litro mentre sugli scaffali arriva a 1,35 con un ricarico del 350% dalla stalla allo scaffale. Oggi il latte agli allevatori italiani viene pagato meno di venti anni fa con le speculazioni che sono favorite dalla mancanza di trasparenza sulla provenienza della materia prima. Nessuno vuole la fortezza Italia o Europa, ma i consumatori italiani e le imprese vogliono sapere dove e come è prodotto il latte che importiamo. Questo – conclude la Coldiretti – è un diritto sacrosanto di trasparenza e informazione che nessun regolamento comunitario può negare".

Federconsumatori condivide pienamente l’iniziativa della Coldiretti. "Si tratta di una battaglia per un diritto sacrosanto dei cittadini consumatori, che, da sempre, ci vede come protagonisti – afferma Rosario Trefiletti, Presidente Federconsumatori – Ecco perché abbiamo manifestato insieme a Coldiretti, non solo davanti a Montecitorio, ma in tutte le principali piazze italiane, per ottenere l’obiettivo della massima trasparenza nel settore lattiero-caseario, e per difenderne, quindi, sicurezza e qualità".

"Ribadiamo, però – aggiunge Trefiletti – la nostra convinzione che, una volta raggiunto questo obiettivo fondamentale, bisognerà proseguire ancora sulla strada della chiarezza e della trasparenza, avviando un processo di razionalizzazione dell’intera filiera e riorganizzandola in modo da ottenere un maggiore equilibrio tra prezzi e profitti, sia a favore di chi deve fare investimenti sul versante della produzione del latte per migliorarne la qualità, e sia per il consumatore finale, che paga, a causa delle inefficienze della filiera, prezzi maggiori".

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