SICUREZZA. Anziani a rischio: crescono furti e rapine
Circa 7 milioni all’anno, 19.348 al giorno, 13 al minuto: sono gli scippi, le rapine, i furti ai danni alle persone e al patrimonio familiare commessi nel 2004 in Italia, di cui un quarto interessano gli anziani. Questi reati sono "costati" complessivamente ai cittadini 6,8 mld, di cui 5,4 mld e’ rappresentato dal valore dei beni oggetto del reato, mentre 1,4 mld sono i danni subiti. I dati del rapporto dell’Osservatorio Terza Età fanno emergere la dimensione reale del fenomeno, ben diversa da quella conosciuta o immaginata: un’Italia da Far west. Negli ultimi quattro anni, infatti, i reati commessi non sono affatto diminuiti. In più va considerato che le denunce presentate sono circa il 43% (2,9 mln) dei reati effettuati realmente, mentre esiste il fiume carsico dei delitti tentati o di piccola entità che non vengono denunciati.
Nel 2004, i reati consumati contro il patrimonio dei singoli individui sono stati complessivamente circa 2,2 milioni di unità ed hanno interessato il 4,4% della popolazione (compresi i tentativi di reato), mentre 900 mln sono i danni subiti dalle vittime. Cioè ogni mille abitanti ben 370 sono vittime di reati contro la proprietà individuale. Gli 835 mila tra furti, borseggi e rapine denunciate alle forze dell’ordine, però, rappresentano appena il 38,2% del totale: solo il 26,8% dei furti di oggetti personali viene infatti denunciato, contro circa la metà degli scippi, dei borseggi e delle rapine.
Differente, ovviamente, il livello di diffusione del fenomeno a livello territoriale . Nelle regioni del Sud, infatti, ogni mille persone residenti quasi 47 sono vittime di un reato patrimoniale, in quelle del Centro-Nord ci si avvicina al 45 per mille, mentre in Sicilia e Sardegna sono più "sicure" da questo punto di vista con un dato che flette fino al 26 per mille. Nell’Italia meridionale, comunque, si è più frequentemente vittime di rapine (se ne contano circa 5 ogni mille persone, contro una media nazionale del 2,7 per mille), mentre dal Centro in su si subiscono reati meno cruenti come i borseggi (quasi 17 ogni mille persone).
Un quinto di scippi e borseggi riguarda gli over 65enni, mentre se si escludono i furti di oggetti personali, che interessano prevalentemente i giovani, l’incidenza dei reati di cui restano vittime sfiora il 20%. Più in generale, ogni mille persone anziane ben 13 subiscono un borseggio e più di 4 uno scippo. Di gran lunga superiori, invece, i reati consumati e tentati contro la proprietà familiare, che superano i 4 milioni e mezzo di unità e ‘costano’ complessivamente 4,6 mld (tra valore della refurtiva e danni provocati). Circa il 20% dei nuclei familiari italiani (di cui il 25% pensionati) resta vittima di furti, atti di vandalismo, ecc., ma poco meno della metà (45,9%) lo denuncia, sebbene un furto nell’abitazione ‘vale’ (tra beni sottratti e spese di riparazione) in media 2300 euro e uno nell’auto 170 euro.
Anche in questo caso risulta evidente la dicotomia tra le aree del Paese. Mentre nel Meridione prevalgono i furti di veicoli (automobili, moto, motorini, ecc.), in quelle centro-settentrionali a farla da padrone sono i furti nell’abitazione principale, mentre nelle isole nel mirino dei malviventi vi sono soprattutto le secondo case.
"La situazione italiana – afferma Roberto Messina, Segretario generale dell’Osservatorio della terza età – resta critica. Dal 2001 ad oggi, infatti, queste tipologie di reati non hanno subito flessioni. Tra le vittime, naturalmente, vi sono anche gli anziani, che molte volte pagano il prezzo della solitudine e della difficoltà a reagire. L’emergenza del nostro Paese, unica in Europa, – conclude Messina – si deve combattere, ad esempio, con la certezza della pena, ma anche inasprendo le sanzioni, come nel caso dei reati contro gli anziani".
Lo studio e la sintesi del rapporto Anziani e Criminalità sono consultabili all’indirizzo: www.ageingsociety.com.
