SOCIETA’. 1° maggio 2007: l’Italia riparte dal lavoro

0

Non archiviare l’orrenda strage di lavoratori, donne e giovani, convenuti a Portella della Ginestra il primo maggio 1947 per il tradizionale appuntamento della festa dei lavoratori. "Occorre continuare la ricerca della verità su tutte le circostanze e le responsabilità di quell’inaudito massacro". Così il Presidente della repubblica Giorgio Napolitano, nel messaggio inviato ai sindacati siciliani nel sessantesimo anniversario dell’eccidio in cui – mentre 2000 lavoratori manifestavano – 11 morivano sotto il fuoco della banda di Salvatore Giuliano. Palermo ricorda quindi la strage che Mario Scelba, ministro degli Interni dell’epoca, si affrettò a definire ‘non politica’. Intanto, già oggi – alla presenza di Fausto Bertinotti, presidente della Camera – viene ricordato l’assassinio di Pio La Torre, segretario regionale del Pci ucciso dalla mafia 25 anni fa, il 30 aprile 1982, con il suo collaboratore Rosario Di Salvo. Domani, manifestazione a Piana degli Albanesi, con Carla Cantone, segretario nazionale CGIL, Gianni Baratta, segretario nazionale CISL, e Carmelo Barbagallo, segretario nazionale UIL.

La manifestazione nazionale, che dal 1971 viene organizzata unitariamente dai tre sindacati confederali, sarà quest’anno a Torino. Parola d’ordine: l’Italia riparte dal lavoro. A CGIL, CISL e UIL si uniranno nelle celebrazioni torinesi delegazioni della Gioc (Gioventù operaia cristiana), dell’Ascom, della Confesercenti, di LegaCoop, delle Acli e della Federazione nazionale della stampa. Le celebrazioni al Quirinale ricorderanno i caduti sul lavoro, le cosiddette ‘morti bianche’: ogni anno, secondo l’ILO (International Labour Office), muoiono 2,2 milioni di persone a causa di incidenti sul lavoro o malattie professionali, ed è addirittura superiore ai 270 milioni il numero totale degli infortuni. Solo nel nostro Paese, ogni anno, i morti sono 1500, tra incidenti e malattie professionali. Ad alcuni familiari delle vittime di incidenti sul lavoro il Presidente della Repubblica conferirà la "Stella al merito del lavoro" alla memoria.

Le manifestazioni per il 1° maggio interesseranno tutta la Penisola. Con lo slogan "La Basilicata riparte dal lavoro", Cgil, Cisl e Uil terranno cortei e comizi a Matera, Montescaglioso, Bernalda, Salandra e Ferrandina. A Venosa sarà allestito un maxi schermo in piazza Castello per seguire dalle 19 il concerto di piazza San Giovanni a Roma. Ma l’evento clou sarà a Sant’Angelo Le Fratte, una delle aree interne che ha maggiormente sofferto la crisi economica degli ultimi anni, ma anche il simbolo di una possibile rinascita industriale. Nel piccolo centro del Melandro sono attese le delegazioni dei lavoratori delle principali aziende in crisi provenienti da tutta la provincia di Potenza. In Friuli si parlerà di lavoro nero, mentre a Foggia i sindacati della Capitanata si confronteranno con le imprese in una manifestazione pubblica sui principali temi del lavoro: contrattazione con il Governo, previdenza complementare, politica dei redditi, addizionali e fiscalità locale, pari opportunità, tutela e sicurezza sul lavoro. Ovunque, le celebrazioni si apriranno con un minuto di silenzio in memoria dei lavoratori che ogni giorno perdono la vita nei cantieri, nelle fabbriche, nei luoghi di lavoro.

A Roma, come d’obbligo, il grande concerto del 1° maggio. A Bologna, protagonista l’UGL, con lo slogan "Chi ama il lavoro lo mette al sicuro. Il sindacato prevede una presenza di oltre 20.000 lavoratori con le loro famiglie. Il corteo sfilerà per le vie del centro di Bologna a partire dalle 10; nella piazza della Montagnola intorno alle 12 è previsto l’intervento di Renata Polverini, segretario generale.

"Una grande manifestazione sarà organizzata per una data stabilita, in modo che simultaneamente in tutti i paesi e in tutte le città, nello stesso giorno, i lavoratori chiederanno alle pubbliche autorità di ridurre per legge la giornata lavorativa a otto ore e di mandare ad effetto le altre risoluzioni del Congresso di Parigi": è il 1889, e la Seconda Internazionale, a Parigi, fissa così la nascita ufficiale della festa del 1° maggio, festa di tutti i lavoratori. La scelta cade sul primo giorno di maggio in ricordo dei ‘Martiri di Chicago’, gli otto lavoratori uccisi nella metropoli statunitense durante una manifestazione per la rivendicazione della giornata lavorativa di otto ore, e in ricordo degli altrettanti anarchici condannati, innocenti, a morte per la bomba lanciata da mano ignota sui manifestanti. "Otto ore di lavoro, otto di svago, otto per dormire" era la parola d’ordine, coniata in Australia nel 1855 e fatta propria da gran parte del movimento sindacale organizzato del primo Novecento. Nel corso degli anni, la celebrazione del 1° maggio si connota di cause anche più politiche, e apparentemente sganciate dai temi stretti del lavoro: il 1° maggio 1898 coincide con la fase più acuta dei "moti per il pane", che investono tutta Italia e hanno il loro tragico epilogo a Milano. Nei primi anni del Novecento, si caratterizza anche per la rivendicazione del suffragio universale e poi per la protesta contro l’impresa libica e contro la partecipazione dell’Italia alla guerra mondiale. Nel 1947, a Portella della Ginestra, il 1° maggio si colora di rosso, il rosso del sangue dei lavoratori che manifestano sotto il fuoco della banda di Salvatore Giuliano: 11 morti.

Le celebrazioni del 1° maggio erano riprese nel 1945, sei giorni dopo la Liberazione, dopo l’interruzione del ventennio fascista, che considerava il 1° maggio festa sovversiva, e aveva fissato al 21 aprile – il Natale di Roma – la festa di tutti i lavoratori. Ma ancora oggi, nel mondo, non tutti i lavoratori possono festeggiare il 1° maggio. È a questi lavoratori che dedichiamo il nostro 1° maggio.

 

 

 

About The Author

What do you feel about this?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *