SOCIETA’. Donne “acrobate” fra famiglia e lavoro. Lo dice un libro con venti testimonial famose
Le donne sono ancora "acrobate" fra lavoro, famiglia e diritti da rincorrere. Spesso devono scegliere fra famiglia e carriera. Guadagnano meno. Diventano mamme più tardi. Sono alcuni dei dati che emergono dal volume "Acrobate – a 50 anni dalla pillola anticoncezionale, 40 dalla rivoluzione sessuale e 30 dalla legge 194 – 20 ritratti di donne, in bilico fra la voglia di volare e il frigo da riempire" a cura di Mauro Boldrini, Sabrina Smerrieri, Francesca Goffi, promosso dai ginecologi SIGO, presentato oggi al Senato e i cui proventi saranno destinati a progetti in favore delle donne immigrate. Nel libro anche la testimonianza di venti italiane famose che si raccontano.
"Le donne continuano a inseguire pari opportunità e troppo spesso sono costrette a scegliere tra carriera e famiglia. Hanno avuto accesso a posizioni tradizionalmente maschili ma continuano a guadagnare meno dei colleghi (16% in media). Crescono anche stupri e molestie: circa sei milioni di italiane ne sono state vittime nel corso della vita. Con fenomeni nuovi e preoccupanti come quelle in "branco". Utilizzano poco la contraccezione ormonale (16,1%) anche se ritengono che la pillola abbia cambiato il mondo. Diventano mamme sempre più tardi (31 anni l’età media al primo parto) ma in genere non per scelta – ha spiegato la prof.ssa Alessandra Graziottin, che ha curato prefazione e approfondimenti – Sono ormai indispensabili interventi concreti: leggi per parificare le retribuzioni, sull’esempio del presidente Obama. Sgravi fiscali e flessibilità di orari per facilitare le mamme che lavorano. Asili nido interni almeno nelle aziende più grandi. E per contrastare la violenza promuovere l’educazione affettiva e sessuale a casa e nelle scuole".
"Si tratta di un’ottima iniziativa, di alto valore sociale e culturale – ha detto Antonio Tomassini, Presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato – I recenti fatti di cronaca che vedono le donne ancora troppo spesso vittime di violenza, ci impongono un’assunzione di responsabilità. Non si possono liquidare questi episodi come casi isolati, ma vanno interpretati come un fenomeno frutto della nostra società. Impegnarsi per garantire l’accesso alle prestazioni sanitarie e alle cure non è sufficiente: abbiamo in primo luogo il dovere di tutelare la dignità e la sicurezza di tutte le persone".
La violenza sulle donne trova ampio spazio nel libro insieme ad altri argomenti che riguardano la legge 194, la maternità oggi, il lavoro "al femminile", le pari opportunità, le differenze fra culture e religioni, le nuove famiglie, l’influenza della Chiesa nella vita civile, le donne in politica.
Le testimonianze sono quelle delle attrici Monica Bellucci, Nancy Brilli, Margherita Buy, Lucrezia Lante Della Rovere, della responsabile del Welfare del CENSIS Concetta Vaccaro, della scrittrice Elena Gianini Belotti, delle giornaliste Cipriana Dall’Orto, Ilaria D’Amico ed Emanuela Falcetti, del direttore d’orchestra Nicoletta Conti, dell’imprenditrice Federica Olivares, della sessuologa Jole Baldaro Verde, delle docenti universitarie Chiara Micheletti, Alda Maria Scopesi, Lucia Parisio Visconti, delle ginecologhe Silvia Maffei e Valeria Dubini e delle campionesse olimpiche Diana Bianchedi, Federica Pellegrini e Josefa Idem.
