SOCIETA’. Migrantes presenta “Italiani nel mondo”: 3,5 milioni i residenti all’estero
Gli italiani che risiedono all’estero sono oltre tre milioni e mezzo. È un’emigrazione concentrata soprattutto in Europa e in America ma non è legata solo alla storia e agli espatri del passato: continua nel presente interessando giovani manager, studenti, ricercatori e lavoratori altamente qualificati. Il 18% dei connazionali all’estero è rappresentato da ultrasessantacinquenni e un altro 18% è invece costituito da minori. Il 47% della popolazione immigrata è rappresentato da donne. E l’area dei discendenti e degli oriundi è amplissima: secondo diverse stime è compresa fra i 60 e i 70 milioni di persone. Questi alcuni dati che emergono dal secondo rapporto "Italiani nel mondo", presentato oggi dalla Fondazione Migrantes e realizzato in collaborazione con Acli, Inas-Cisl, Mcl e Missionari Scalabriniani.
"Ogni 15 italiani rimasti in patria ve n’è in media uno che vive all’estero", ha detto il responsabile scientifico Franco Pittau presentando lo studio, con punte del 20% in regioni come il Molise e casi come il paese di Roccamonica in Abruzzo, dove sono 1.574 i residenti all’estero e solo 1.012 i residenti rimasti. Complessivamente sono 3.568.532 i cittadini italiani residenti all’estero ad aprile 2007, quasi mezzo milione in più rispetto allo scorso anno, con un incremento legato al perfezionamento dell’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (Aire). Il 18% è rappresentato da persone over 65 anni. Ma due dati testimoniano come si tratti in parte di una popolazione anche giovane: il 18% è costituita da minori, il 52% da celibi. Le donne rappresentano il 47% della popolazione emigrata e sono state per lo più "protagoniste dimenticate". L’emigrazione italiana è in prevalenza euro-americana: si concentra soprattutto in Europa (con oltre 2 milioni di cittadini e il 57,3% sul totale della popolazione emigrata) e in America (34,3%) con ampie comunità di italiani in Oceania, in Asia (dove rappresentano lo sbocco di nuovi flussi migratori a carattere imprenditoriale) e in Africa. Germania, Argentina e Svizzera contano comunità che superano il mezzo milione di persone, mentre sono circa 350 mila gli italiani in Francia. In Romania la nuova emigrazione di italiani, soprattutto imprenditori, si incrocia con una presenza passata legata a una collettività meno numerosa e in condizioni disagiate che si espande fino in Moldavia, nei Carpazi e nella Transilvania e proviene dai flussi che partirono dal Friuli e dal Veneto.
Più della metà dei cittadini italiani che attualmente risiede all’estero proviene dalle regioni meridionali ma il fenomeno interessa anche il Centro e il Nord: complessivamente risiedono all’estero due milioni di persone originarie del Meridione, un milione delle regioni settentrionali e mezzo milione di quelle centrali. Ma ci sono stati, evidenzia il rapporto, anche i rientri: sono legati storicamente soprattutto a grandi eventi storici come le due guerre mondiali, la depressione del 1966/67, l’oil-shock del 1973 e la crisi economica sudamericana del 2000/2001.
Dopo i flussi migratori del passato, i connazionali residenti all’estero sono oggi, spesso, professionisti affermati o persone qualificate. Così la "fuga dei cervelli" dalle Università italiane si dirige soprattutto verso il Regno Unito e gli Stati Uniti. Londra è un potente polo di riferimento per flussi migratori alimentati da manager, professionisti, esperti del settore bancario e del commercio internazionale, medici e ricercatori. Ci sono poi gli studenti italiani iscritti a università straniere: nel 2004 erano quasi 45 mila, concentrati soprattutto negli atenei di Germania (18,1%), Austria (13,9%), Gran Bretagna (11,6%), Francia (10,4%) e Svizzera (10%).
L’italiano è la quarta lingua più studiata al mondo, la seconda in ordine di iscritti ai corsi in Canada e la quarta negli Stati Uniti. Oltre 600 mila persone nel mondo studiano l’italiano presso scuole pubbliche, università, istituti di cultura e associazioni e il Ministero degli Affari esteri ha erogato nel 2006 oltre 26 milioni di euro per l’attivazione di corsi di lingua italiana all’estero. Numerosi sono i media italiani: 472 giornali, 263 programmi radiofonici e 45 programmi televisivi in lingua italiana secondo il repertorio "L’Italia dell’informazione nel mondo" realizzato dal Ministero degli Affari esteri.
Imprenditoria: il fatturato delle esportazioni all’estero nel 2006 è stato di 327 miliardi di euro con la tendenza a un riposizionamento nelle fasce più alte del mercato. Nello stesso anno le importazioni sono aumentate più delle esportazioni anche nei settori del made in Italy: molte imprese tendono dunque a spostare all’estero anche produzioni di fascia alta. Ma – non manca di notare lo studio Migrantes – "siamo indietro per quanto riguarda gli investimenti diretti all’estero, anche se sono stati superati ampiamente i 1.000 miliardi di euro nel 2006". Le imprese all’estero partecipate da imprese italiane sono 17.200, 5.789 i soggetti investitori, 1.120.550 i dipendenti totali all’estero e 322 milioni di euro il fatturato.
