SOCIETA’. Referendum, Maroni: no all’election day. Comitato: paura del voto

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"Il governo ha paura del voto degli italiani". Non ha dubbi il comitato promotore dei referendum sull’acqua pubblica e sul nucleare che con queste parole commenta la decisione del Ministro Maroni di far votare i referendum il 12 giugno evitando l’accorpamento con le elezioni amministrative di maggio.

" E’ chiaro infatti che la scelta non è casuale: il 12 giugno le scuole saranno già chiuse e l’inizio della stagione estiva rappresenterà per chi può permetterselo un incentivo ad andarsene fuori città. Questo almeno nei desiderata del ministro e del governo di cui fa parte, che evidentemente teme che questa volta i referendum possano raggiungere il quorum e i sì vincere. I timori del governo sono fondati – anche se non giustificano la decisione presa – come dimostra il 1.400.000 firme raccolte per i quesiti sulla ripubblicizzazione dell’acqua, un risultato mai ottenuto prima" si legge nella nota stampa.

Il comitato promotore dei referendum per la ripubblicizzazione dell’acqua e quello contro il nucleare hanno da tempo avviato una petizione, che ha raccolto migliaia di firme, per chiedere l’accorpamento delle date di amministrative e referendum. Hanno chiesto un incontro al ministro per illustrargli le ragioni che sostengono l’accorpamento: ragioni economiche ma soprattutto di maggiore garanzia di partecipazione.
"La risposta è stata quella che apprendiamo dalle agenzie: una arrogante chiusura al confronto e l’assoluta indifferenza alla possibilità che cittadine e cittadini siano messi nelle condizioni migliori per esercitare il loro diritto al voto" conclude la nota.

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