Stop ai buoni pasto: Epat, 64% adesione a Torino
E’ stata del 64% l’adesione allo "sciopero dei ticket" a Torino, prima città in cui oggi è partita la protesta. Il dato arriva dall’Epat, associazione dei pubblici esercizi della città di Torino, appunto, che ha fatto 326 interviste telefoniche, ha inviato 115 e-mail e ha controllato direttamente 87 locali. "Su 520 esercizi – ha spiegato il Presidente dell’Epat, Carlo Nebiolo – hanno aderito 338, pari al 64%. Un risultato superiore a ogni più rosea aspettativa".
Domani l’Epat diffonderà i dati definitivi e anche la perdita di incassi: il monitoraggio è stato effettuato infatti su 100 pubblici esercizi torinesi che hanno registrato gli incassi dei quattro lunedì precedenti la protesta. "Dai primi rilevamenti si concretizza l’idea che il problema dei buoni pasto e dell’aumento sconsiderato delle commissioni – ha dichiarato Nebiolo – sia un tema sentito in modo assolutamente drammatico dagli esercenti. Mi stupisco delle prese di posizione di altre associazioni come la Confesercenti che a livello locale si dichiara contro la manifestazione ed a livello centrale pubblica sul proprio sito internet di voler sostenere lo stato di agitazione". "Mi chiedo – ha aggiunto il presidente dell’Epat – per quale motivazione un’organizzazione di consumatori abbia sollevato all’attenzione del Procuratore Guariniello una ipotesi di serrata che legalmente non esiste e non abbia mai preso posizione a favore dei propri iscritti che di fatto utilizzano un buono pasto di valore reale inferiore fino al 20% del valore nominale e subiscono gli aumenti di prezzo".
E proprio in merito alla denuncia del Codacons al procuratore di Torino, Raffaele Guariniello, Claudio Ferraro, direttore dell’Epat ha respinto l’accusa rivolta dall’associazione dei consumatori affermando che "il servizio viene erogato normalmente, ma si richiede il pagamento in contanti anziché con i ticket. Respingiamo qualsiasi ipotesi di reato".
