TLC. Digitale terrestre, Adiconsum scrive a Gentiloni:”La composizione del comitato è inaccettabile”
Adiconsum, dopo un primo apprezzamento dell’operato del Ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, in materia di digitale terrestre con la costituzione del comitato "Italia Digitale", esprime il suo forte dissenso per la composizione del comitato stesso, data la scarsa rappresentanza dei Consumatori.
L’associazione ricorda che in precedenza ha sempre manifestato il proprio dissenso nei confronti di Gasparri e Landolfi, "rei di non considerare le istanze dei consumatori nella definizione delle strategie relative al digitale terrestre". Speravamo – si legge dalla nota – che con l’attuale Ministro le cose sarebbero cambiate, ma basta osservare la composizione del comitato per rendersi conto che purtroppo tutto e rimasto come prima: il comitato è formato infatti da 18 rappresentanti, di cui dodici fanno capo alle aziende, che oltretutto vengono rappresentate due volte grazie all’ulteriore rappresentanza del DGTV, cinque alle istituzioni e solo uno è il rappresentante dei consumatori.
Adiconsum considera "Italia Digitale", l’organismo a cui spetta il compito di definire e coordinare le attività necessarie alla realizzazione dello switch off nazionale per la transizione al digitale terrestre, e sostiene: "Risulta inaccettabile il comportamento da parte del Ministro risulta inaccettabile. Cosa ancor più grave, nel "Gruppo di Coordinamento", il cui compito è quello di indirizzo per le attività di tutto il comitato, i consumatori non hanno alcun rappresentante. La rappresentanza dei consumatori è di fatto solo apparente".
L’associazione ribadisce che il comitato creato dal Ministro non rappresenta i consumatori e si dichiara pronta a vigilare sull’operato dello stesso.
Intanto Gentiloni, ha annunciato che il governo sta lavorando alla modifica della Legge Gasparri, in particolare su tre punti: "Su il Sic, sulla privatizzazione della Rai, che non è mai cominciata, e che definisca il digitale terrestre. Dobbiamo cambiare queste tre cose, inserendo regole chiare, sulle frequenze, su quante ne possono occupare gli editori". Il ministro ha anche sottolineato che "ci vogliono elementi antitrust nella pubblicità" e che la legge "deve favorire l’intervento e l’accesso al digitale". Infine la data per il passaggio definitivo dall’analogico al digitale terrestre: dovrebbe essere il 30 novembre 2012, "data allineata con l’Unione Europea".
