TRASPORTI. MDC Milano: “Continuano i disservizi da parte di ATM”

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Mancata attuazione dell’autocertificazione e per l’indebita ed esorbitante richiesta di pagamento nel caso di "smagnetizzazione" della nuova e tanto decantata tessera magnetica d’abbonamento. Sono i disservizi dell’ATM (Azienda trasporti milanesi) denunciati da numerosi cittadini alla sede milanese del Movimento Difesa del Cittadino (MDC). Lo si apprende da una nota dell’associazione stessa.

Il primo caso – spiega la nota – è quanto accaduto ad un’anziana signora che trasferitasi di recente a Milano, si è vista negare l’abbonamento agevolato perché l’azienda milanese, appellandosi ad una circolare interna, non ha accettato l’autocertificazione dell’utente rispetto alla proprio domicilio di residenza: si tratta di una decisione assolutamente penalizzante per il cittadino e non in linea con l’intento della legge nazionale che ha previsto l’autocertificazione per snellire l’attività amministrativa e semplificare la vita ai cittadini.

"I gestori di servizi pubblici, e quindi anche le aziende di trasporto, sono tenuti ad accettare l’autocertificazione o la dichiarazione sostitutiva di notorietà – spiega Mattia Roberto Cappello, responsabile dell’ufficio legale MDC Lombardia – la mancanza costituisce violazione dei doveri d’ufficio sanzionata ai sensi dell’art. 328 del codice penale. Si tratta di un modus operandi che mal si concilia con la politica di innovazione dell’azienda di trasporti milanese: una modalità di operare assai preoccupante visto che era stata già proposta in ottobre per gli abbonamenti degli studenti".

Alcuni cittadini si sono visti chiedere dall’ATM 15 euro per la sostituzione, a causa dello smagnetizzarsi della tessera. "Un ulteriore ingiustificato ‘balzello’ – afferma Cappello- se si considera che il valore reale della tesserina non supera i 15 centesimi di euro e che la smagnetizzazione non è dovuta all’utente ma ad un difetto della carta, motivo per cui ATM dovrebbe almeno impegnarsi a cambiare gratuitamente la tessera, scusandosi per il grave disagio arrecato".

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